Notti tropicali e insonnia: il caldo estremo ruba il sonno profondo e la fase Rem
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Redazione Salute
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Le temperature notturne che non scendono sotto i 25 gradi, fenomeno ormai noto come "notti tropicali", non rappresentano soltanto un fastidio stagionale. L'impatto di queste condizioni atmosferiche sulla qualità del riposo è profondo e misurabile, come spiega il dottor Geoffroy Solelhac, ricercatore presso il CHUV, l'ospedale universitario di Losanna.
In un'intervista rilasciata a Le Matin Dimanche, il medico ha voluto chiarire i meccanismi fisiologici che legano il caldo all'insonnia e alla frammentazione del sonno, fenomeni che in questa torrida estate 2026 si stanno rivelando particolarmente insidiosi per la salute pubblica.
L'addormentamento e la lotta contro la temperatura corporea
Il dottor Solelhac ha spiegato che il processo di addormentamento è fisiologicamente associato a una diminuzione della temperatura corporea interna. Questo calo termico agisce come un segnale per l'organismo, preparandolo al riposo notturno. Quando le temperature esterne rimangono elevate, come sta accadendo in queste settimane a causa dell'anticiclone africano che stringe l'Italia nella morsa della canicola, il corpo fatica a dissipare il calore accumulato durante il giorno.
Di conseguenza, l'addormentamento diventa più difficile e il sonno che ne deriva è meno profondo e più facilmente interrotto. Il medico ha sottolineato che la fase del sonno profondo, quella che si verifica prevalentemente nella prima parte della notte, è la più sensibile a questo squilibrio termico, perché è proprio quella che necessita del maggior raffreddamento dell'organismo per attivarsi e svolgere la sua funzione rigenerante.
Sonno profondo e fase Rem: i danni del caldo
Gli effetti del caldo notturno non si limitano alla difficoltà iniziale di prendere sonno. Il medico ha evidenziato come diversi studi scientifici abbiano dimostrato una riduzione della durata complessiva del sonno profondo durante i periodi di canicola. Questa fase, che rappresenta il pilastro del recupero fisico, viene quindi accorciata, privando il corpo del riposo più prezioso.
Ma non è tutto: anche la fase Rem, quella in cui si concentrano i sogni e che svolge un ruolo cruciale nella regolazione emotiva e nei processi di apprendimento e memoria, subisce alterazioni significative a causa del caldo. La combinazione di queste due interruzioni, ovvero la riduzione del sonno profondo e l'alterazione della fase Rem, produce un effetto cumulativo che lascia la persona in uno stato di affaticamento cronico, con ripercussioni che vanno ben oltre la semplice sensazione di stanchezza mattutina.
Un'ondata di caldo senza tregua: i dati delle città italiane
Il quadro descritto dall'esperto si adatta perfettamente alla situazione che l'Italia sta vivendo in questi giorni. La quarta ondata di caldo di questa estate, alimentata dall'anticiclone africano, sta facendo registrare temperature diurne ampiamente superiori ai 38 gradi in molte regioni, con bollini rossi che segnalano condizioni di rischio per la salute. Il vero problema, tuttavia, è rappresentato dalle temperature minime notturne.
In città come Reggio Calabria, Trieste, Venezia, Napoli, Bari e Messina, i termometri hanno faticato a scendere sotto i 28-29 gradi, rendendo le notti un vero e proprio calvario. Questi valori, che si attestano ben al di sopra della soglia che definisce una notte tropicale, impediscono al corpo di trovare il necessario refrigerio, trasformando le ore notturne in un momento di stress piuttosto che di ristoro e prolungando di fatto lo stato di emergenza climatica anche nelle ore in cui ci si aspetterebbe una tregua.
I consigli del medico per affrontare le notti bollenti
Di fronte a questa emergenza che sta mettendo a dura prova il fisico degli italiani, le domande su come comportarsi si moltiplicano. Il dottor Roberto Vetrugno, professionista del Centro di Medicina del Sonno della clinica San Lorenzino, ha offerto alcuni suggerimenti pratici, pur riconoscendo che le difficoltà sono oggettive e non sempre facilmente superabili. Le regole per cercare di dormire meglio durante le notti tropicali sono semplici ma richiedono disciplina.
Si consiglia di mantenere la camera da letto il più fresca possibile, chiudendo le finestre e le tapparelle durante le ore più calde del giorno per poi aprirle solo quando la temperatura esterna inizia a scendere. È utile anche fare una doccia tiepida prima di andare a letto, che aiuta a innescare un leggero abbassamento della temperatura corporea, e bere a sufficienza per rimanere idratati.
Tuttavia, come ha sottolineato lo stesso medico, la persistenza dell'afa e delle temperature elevate rende queste misure spesso insufficienti a garantire un riposo completo e rigenerante, lasciando presagire notti in bianco per molti.
Le previsioni meteorologiche, peraltro, non accennano a un miglioramento immediato, suggerendo che l'agognata frescura non è ancora dietro l'angolo. La persistenza di questa situazione climatica estrema impone una riflessione sulla necessità di adattare le nostre abitudini e, più in generale, gli spazi urbani, a queste nuove condizioni, dove il sonno, pilastro fondamentale della salute, è sempre più spesso il primo a farne le spese.
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