Notti tropicali a Bergamo: un aumento record in quarant'anni e la sfida del caldo estremo
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Redazione Interno
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Il termometro non scende sotto i venti gradi nemmeno durante le ore notturne, e questa condizione, che in climatologia viene definita "notte tropicale", sta diventando una costante sempre più opprimente per i bergamaschi.
Un'analisi condotta da e pubblicata dal Corriere della Sera ha rivelato un dato che non lascia spazio a interpretazioni: se intorno alla metà degli anni Ottanta, a Bergamo, le notti con una temperatura minima superiore a questa soglia si contavano mediamente otto volte l'anno, nel quadriennio 2020-2023 la media è schizzata a sessantadue serate infuocate, con un picco di ottantaquattro registrato nel 2022. Un incremento di quasi otto volte in sole quattro decadi, un primato nazionale che colloca la città orobica ai vertici della tropicalizzazione climatica in Italia.
Bergamo, un hotspot del riscaldamento globale
I numeri del dossier non si limitano a fotografare il presente, ma proiettano questa tendenza in un futuro sempre più prossimo: le stime indicano che nel 2030 le notti tropicali a Bergamo potrebbero essere circa settantadue all'anno, quasi due mesi interi in cui il sollievo del fresco notturno diventa un ricordo.
A spiegare le ragioni di questa impennata, che colloca Bergamo tra gli hotspot europei della crisi climatica, è Mattia Gussoni, meteorologo e climatologo di: la causa principale risiede nell'aumento dei gas a effetto serra, come l'anidride carbonica derivante dalla combustione di combustibili fossili, che intrappolano il calore nell'atmosfera. Ma a questo si aggiunge una particolare vulnerabilità geografica: la Pianura padana, chiusa su tre lati dalle catene montuose, vede l'aria ristagnare, con un conseguente incremento degli inquinanti e la difficoltà a smaltire il calore accumulato.
La salute messa a dura prova dal caldo persistente
Le conseguenze di questo cambiamento non sono solo un disagio per chi fatica a prendere sonno. Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano La Statale, ha lanciato un allarme chiaro: "Questa non è più una semplice ondata di caldo estivo, ma un evento sanitario, una vera e propria emergenza sanitaria, che richiede una risposta straordinaria".
Il problema, come sottolinea l'esperto, non è solo il picco diurno, ma proprio la persistenza del caldo durante la notte: "Quando le temperature notturne restano molto elevate, il nostro organismo non riesce più a recuperare lo stress termico accumulato durante il giorno. È proprio la persistenza del caldo a determinare l'aumento di ricoveri e decessi, soprattutto tra anziani, persone con malattie croniche, bambini piccoli e lavoratori esposti all'aperto".
Pregliasco ha quindi invitato a non limitarsi ai consigli di routine e ai sistemi di allertamento, chiedendo invece una strategia nazionale di adattamento che includa sorveglianza epidemiologica, protezione attiva dei fragili e una maggiore resilienza delle città.
I consigli del Ministero e le strategie per proteggersi
In risposta a un'estate che si preannuncia rovente, il Ministero della Salute ha rinnovato il suo decalogo con dieci semplici ma fondamentali regole per limitare i rischi per la salute. La prima raccomandazione è quella di evitare l'esposizione diretta al sole e l'attività fisica intensa nelle ore più calde della giornata, indicativamente tra le undici e le diciotto.
Bere molta acqua, anche in assenza di stimolo della sete, e consumare frutta e verdura fresca è essenziale per contrastare la disidratazione, così come è importante vestire abiti leggeri in fibre naturali e, per chi ne fa uso, regolare correttamente la climatizzazione degli ambienti, mantenendo una temperatura intorno ai 25-27 gradi per evitare bruschi sbalzi termici. Particolare attenzione va riservata alle persone più fragili, come gli anziani che vivono soli, ai quali è consigliabile offrire assistenza e monitorare eventuali segni di malessere.
Non vanno poi dimenticati gli animali domestici, che devono avere sempre a disposizione acqua fresca e un luogo ombreggiato.
Un rifugio dal caldo: i percorsi del Parco dei Colli e le ciclabili
Per chi cerca un sollievo dal caldo asfissiante e dall'afa della città, un'alternativa concreta è rappresentata dalla rete di sentieri e percorsi ciclopedonali del Parco dei Colli di Bergamo, un polmone verde che offre un microclima più fresco e vivibile. Tra gli itinerari suggeriti vi sono le rive del torrente Quisa, un percorso che si snoda attraverso boschi cedui e aree umide minori, o la salita verso il Colle di Sombreno, fino a raggiungere luoghi come il Colle dei Lochis e Villa Bagnada.
L'itinerario che parte dalla sede del parco, nell'ex monastero di Valmarina, conduce fino al Monte Bastia e alla Ramera di Ponteranica, regalando scorci e una temperatura decisamente più clemente. Oltre ai sentieri del parco, anche le piste ciclabili cittadine e quelle che si addentrano nelle valli Seriana e Brembana, così come le sponde dei laghi e dei fiumi, offrono un'opportunità per trascorrere le ore più calde in compagnia e lontani dal calore accumulato dal cemento.




