Il governo approva il Documento di finanza pubblica: deficit al 3% ma il debito continua a salire

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica, il testo che fissa i paletti per la prossima manovra di bilancio. I conti, che prevedono un deficit al 3,0% del Pil per il 2025, in linea con i parametri europei, poggiano su una strategia articolata in cinque direzioni: riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro, rifinanziamento del fondo sanitario nazionale, misure per stimolare investimenti privati e competitività delle imprese, sostegno alle famiglie e aumento delle spese per la difesa.

La traiettoria del debito pubblico in salita

Tuttavia, la traiettoria del debito pubblico, considerato il vero termometro della salute economica, disegna un percorso in salita. Le previsioni indicano un rapporto debito-Pil in crescita dal 134,9% attuale al 136,2% nel 2025, fino a toccare il 137,4% nel 2026. Solo dal 2027 si intravede un’inversione di tendenza, con un calo previsto al 137,3% e poi al 136,4% nel 2028, accompagnato da un progressivo rafforzamento del saldo primario.

I vincoli per la futura legge di bilancio

La futura legge di bilancio, il cui impatto complessivo è stato quantificato in circa sedici miliardi di euro (lo 0,7% del Pil), dovrà muoversi in uno spazio finanziario delimitato. Questa somma, per finanziare interventi nuovi, si inserisce in un quadro dove alcune voci di spesa importanti sono ormai strutturali, come quelle per le missioni internazionali o per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, assorbendo risorse senza generare un impulso significativo sulla crescita.

Gli impegni di spesa principali

Tra gli impegni di spesa più rilevanti spiccano gli oltre dodici miliardi di euro destinati al capitolo della difesa, una scelta che risponde a precise esigenze internazionali, e l’aumento delle risorse per il servizio sanitario nazionale. Quest’ultimo vedrà un rifinanziamento del suo fondo, un intervento ritenuto necessario per far fronte a esigenze croniche e evitare ulteriori criticità del sistema.

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