Il governo approva il documento di finanza pubblica, deficit al 3% ma la crescita rallenta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, su proposta del ministro dell’Economia, al Documento programmatico di finanza pubblica che delinea i contorni della prossima legge di Bilancio. Il testo, che sarà ora inviato a Bruxelles e alle Camere, fissa un percorso di finanza pubblica caratterizzato da un miglioramento del deficit, sceso al 3% già per il 2025, ma accompagnato da un revisione al ribasso delle prospettive di crescita per il Paese. Un quadro, questo, che il governo definisce di “ferma e prudente responsabilità”, mirando a un’uscita anticipata dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.

I cinque pilastri della prossima manovra economica

I cinque pilastri attorno ai quali verrà costruita la manovra economica, che dovrà muoversi entro i margini ora tracciati, sono la riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro, il rifinanziamento del fondo sanitario nazionale, una serie di misure per stimolare gli investimenti privati e la competitività delle imprese, interventi di sostegno alle famiglie e un incremento delle risorse destinate alla difesa. Su questi fronti, alcuni dei quali particolarmente sensibili, si giocherà la partita della definizione dei dettagli operativi e della copertura finanziaria.

Un quadro macroeconomico in rallentamento

Il quadro macroeconomico che fa da sfondo al documento mostra un’economia in evidente rallentamento, con una crescita del Pil stimata allo 0,5% per l’anno in corso e allo 0,7% per il 2026, stime che risultano in flessione rispetto alle previsioni di aprile e che non tengono ancora conto dell’eventuale effetto positivo delle nuove misure fiscali. Il raggiungimento del deficit al 3%, un anno prima di quanto preventivato, rappresenta l’elemento di forza di questa programmazione, un traguardo che consolida la credibilità negoziale con le istituzioni europee.

L'obiettivo: uscire dalla procedura di infrazione europea

L’obiettivo primario, come più volte ribadito dall’esecutivo, rimane quello di condurre il Paese fuori dalla procedura di infrazione per i conti pubblici, un passaggio che libererebbe risorse e margini di manovra. Il documento, tuttavia, fotografa una situazione in cui la stabilizzazione dei parametri di finanza pubblica, con il debito che inizierà una discesa più marcata solo a partire dal 2027, avviene in un contesto di stagnazione economica, un binomio che richiederà un’attenta calibratura delle prossime scelte di politica economica.

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