Mercato del lavoro veneto, crescita rallenta, ma posti vacanti aumentano
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Redazione Economia
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Il 2024 si chiude con un bilancio occupazionale positivo per il mercato del lavoro veneto, che registra un aumento di 28.500 posti di lavoro dipendente. Tuttavia, tale risultato è inferiore rispetto agli ultimi anni, confermando un rallentamento della crescita, evidente soprattutto nella seconda metà dell'anno. Questa dinamica è determinata da una leggera riduzione delle assunzioni (-1%) e da un contestuale incremento delle cessazioni (+1%), tra le quali spiccano l'aumento delle conclusioni contrattuali per fine termine e la diminuzione delle dimissioni.
Nonostante i record dell'occupazione registrati dall'Istat negli ultimi mesi, le imprese non riescono a trovare la metà degli addetti che cercano. La manodopera scarseggia, sia per quanto riguarda i lavoratori altamente qualificati, sia per le maestranze senza competenze specifiche. Questo fenomeno è dovuto, in parte, alla drastica riduzione di giovani che entrano nel mercato del lavoro, causata dal declino demografico e dalla migrazione di molti giovani all'estero in cerca di migliori opportunità.
Le aziende italiane, nonostante le crisi aziendali che affliggono il Veneto e mettono a rischio almeno 1.500 posti di lavoro, dichiarano l'intenzione di assumere 1,37 milioni di lavoratori nei prossimi tre mesi, di cui circa 380mila a tempo indeterminato. Tuttavia, 20mila posti fissi rimangono inevasi, evidenziando uno dei paradossi del mercato del lavoro italiano: da un lato, la difficoltà delle imprese nel trovare risorse umane adeguate; dall'altro, l'aumento dei posti vacanti a fronte di un calo del tasso di disoccupazione.
In questo contesto, operai, facchini e ingegneri sono tra le figure professionali più difficili da reperire. Le aziende, infatti, faticano a trovare personale qualificato e non, nonostante la domanda di lavoro sia in crescita.




