Lavoro in crisi: 190mila posti vacanti e 120mila italiani a rischio disoccupazione
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Redazione Economia
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Nonostante le numerose crisi aziendali che minacciano quasi 120mila posti di lavoro, nei prossimi tre mesi le imprese italiane prevedono di assumere 1,37 milioni di lavoratori, di cui circa 380mila con contratti a tempo indeterminato, secondo i dati forniti da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro. Tuttavia, in un caso su due, il rischio di non riuscire a completare queste assunzioni è concreto, principalmente a causa della carenza di candidati o della scarsa preparazione di coloro che si presentano ai colloqui.
L'offerta di lavoro in Molise è aumentata del 5,7%: 4.360 le assunzioni previste nel primo trimestre del 2024, 4.610 da gennaio a marzo 2025. Ma nonostante il trend positivo, nel 46,1% dei casi le aspettative delle aziende rischiano di rimanere frustrate. In regione si registra la stessa identica percentuale di cosiddetto "mismatch" che nel resto del Mezzogiorno. La media italiana è al 49,4%.
Il tema dei posti ricercati che rimangono "inevasi" è al centro del consueto report settimanale della Cgia di Mestre che si occupa, appunto, di uno dei paradossi del mercato del lavoro in Italia. Per 190mila posti fissi non si trovano addetti – al di là delle numerose crisi aziendali che affliggono il Paese e che stanno mettendo a rischio quasi 120mila posti di lavoro, entro i prossimi tre mesi le imprese italiane hanno dichiarato all’Unioncamere/Ministero del Lavoro l'intenzione di assumere 1,37 milioni di lavoratori, di cui 380mila circa a tempo indeterminato.
Quello che a prima vista può apparire un paradosso, gli analisti dell’Ufficio Studi della Cgia evidenziano: "In un caso su due, sussiste il rischio di non poter procedere alle assunzioni a causa della carenza di candidati o dell'impreparazione delle persone che si presentano ai colloqui". A gennaio le imprese italiane cercano 497mila lavoratori. Il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, ha elaborato le quote di lavoratori che le imprese cercano già a gennaio del nuovo anno.




