Lavoro in crisi: 190mila posti vacanti e 120mila italiani a rischio
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Redazione Economia
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Nonostante le numerose crisi aziendali che minacciano quasi 120mila posti di lavoro, nei prossimi tre mesi le imprese italiane prevedono di assumere 1,37 milioni di lavoratori, di cui circa 380mila con contratti a tempo indeterminato, secondo i dati forniti da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro. Tuttavia, in un caso su due, il rischio di non riuscire a completare queste assunzioni è concreto, principalmente a causa della carenza di candidati o della scarsa preparazione di coloro che si presentano ai colloqui.
L'occupazione in Italia raggiunge livelli record, con una crescita significativa soprattutto nel Sud del Paese. Secondo un report dell’Ufficio studi della Cgia, basato su dati di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, il numero di assunzioni previste per il primo trimestre del 2025 è impressionante: circa 1,37 milioni di nuovi posti di lavoro, di cui 380mila a tempo indeterminato. Eppure, nonostante questo slancio positivo, il panorama del mercato del lavoro italiano nasconde delle contraddizioni che meritano attenzione.
Le imprese venete potrebbero assumere nei prossimi tre mesi 131 mila lavoratori, 36 mila dei quali a tempo indeterminato, ma non è affatto sicuro lo facciano perché potrebbero essere impreparati i candidati che si presenteranno oppure, più probabilmente ancora, nessuno si farà vedere ai colloqui. Il pronostico è della Cgia di Mestre, calcolando che almeno 20 mila di tali posizioni lavorative rimarranno scoperte e ponendo in risalto come, quasi per paradosso, le crisi aziendali in corso potrebbero contestualmente far perdere il posto a 1.500 dipendenti.
Quello che a prima vista può apparire un paradosso, gli analisti dell’Ufficio Studi della Cgia evidenziano: “In un caso su due, sussiste il rischio di non poter procedere alle assunzioni a causa della carenza di candidati o dell'impreparazione delle persone che si presentano ai colloqui.




