Roma, l’incrocio della morte: un 22enne in Kawasaki si schianta contro una Yaris alla Magliana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ennesimo schianto, quello che non vorresti mai sentire alla radio locale durante il consueto bollettino del traffico, è avvenuto nel pomeriggio di ieri. Sul lungomare asfaltato di via Ostiense, proprio all’ombra della fermata della metropolitana Eur Magliana, un ragazzo di 22 anni – in sella alla sua Kawasaki Z500 – ha perso la vita dopo un impatto violentissimo contro una Toyota Yaris.

La dinamica, affidata agli agenti del IX Gruppo Eur della polizia locale, è al vaglio degli investigatori; pare che il giovane motociclista non abbia avuto scampo nonostante l’arrivo immediato dei sanitari del 118, i quali hanno potuto solo constatare il decesso.

La sosta d'emergenza e le verifiche di rito

La conducente dell’utilitaria, una donna di 34 anni, ha mostrato immediatezza d’animo: si è fermata subito dopo l’urto, attendendo i soccorsi. Trasportata in codice giallo al nosocomio San Camillo, sarà ora sottoposta – come da prassi in questi drammatici frangenti – ai test tossicologici e alcolemici che possano chiarire il suo stato psicofisico al momento del sinistro.

È il terrore che fa più rumore, in queste ore, nei quartieri del sud di Roma: quello di una scia di sangue che non si arresta, considerando che si tratta del terzo motociclista a perdere la vita nella Capitale e nella sua provincia nell’arco di soli tre giorni.

Un carabiniere del Ros tra le vittime della strada

Un dato, quest’ultimo, che aggrava il senso di impotenza collettiva, come se il destino avesse deciso di colpire senza guardare in faccia le divise. A testimoniarlo è l’altra tragedia che ha scosso la città, avvenuta nei pressi di Porta Portese. Lì, in via Ettore Rolli, è rimasto ucciso Marcello Lo Chiatto, un appuntato scelto di 52 anni in forza al Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, il famoso Ros.

Chi lo conosceva lo descrive come un investigatore abituato a lavorare nell’ombra, un professionista esemplare, e la sua scomparsa – avvenuta mentre era in sella alla sua moto – ha lasciato un vuoto incolmabile tra le tute nere dell’Arma.

Silenzio e indagini nella Capitale

Anche in quel caso, come per il 22enne di via Ostiense, lo scontro ha coinvolto un’automobile; si indaga per accertare eventuali responsabilità, mentre la Procura coordina i rilievi della polizia locale. Non c’è spazio per le chiacchiere né per la retorica, in questi frangenti: c’è solo il lavoro silenzioso dei caschi bianchi che misurano le traiettorie sull’asfalto, cercando di dare un senso – o perlomeno una ricostruzione logica – a due esistenze spezzate.

La città attende risposte, mentre le famiglie delle vittime si preparano a un dolore che, come sempre accade in questi casi, non avrà risarcimento possibile.

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