Bedin: «Tra Abete e Malagò? Entro la settimana la decisione finale»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non ci sono più i termini per rinviare, né tantomeno per nascondersi dietro a un attendismo che, in politica come nel calcio che conta, finisce sempre col trasformarsi in un boomerang. Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B, ha fissato il momento della scelta: due, massimo tre giorni per metabolizzare quanto emerso dall’incontro di Roma nella sede della Federcalcio, poi la parola passerà ai fatti. “Ho bisogno di sentire una a una le venti proprietà – ha spiegato al termine del confronto – perché quanto discusso va sedimentato. Poi, entro la settimana, decideremo”. Un metodo, il suo, che rovescia la logica delle fumisterie federali: prima si ascolta, si scrive, si elencano le criticità; solo dopo si indica il nome verso cui far convergere il voto.

Un documento so e quattro nodi irrisolti

Il faccia a faccia con i candidati in pectore – da un lato Giancarlo Abete, dall’altro Giovanni Malagò – ha prodotto quello che Bedin stesso definisce “un documento so”. Non una generica dichiarazione d’intenti, bensì l’elenco puntuale delle piaghe che affliggono il sistema: la sostenibilità economica dei club, il vivaio e il tempo zero dei giovani, le riforme federali da tempo annunciate e mai decollate, e infine ciò che si chiede alla politica. Quattro capitoli che la Lega di B intende mettere sul tavolo del prossimo presidente della Figc, a prescindere dal nome che uscirà dalle urne. Bedin, dal canto suo, ha voluto ribadire l’utilità del confronto – “aiuta sempre” – e la bontà di un approccio che dà “precedenza al metodo”. Una scelta, la sua, che non lascia spazio a colpi di teatro, ma nemmeno a tentennamenti.

Abete accelera, il metodo piace

Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, non ha nascosto l’intenzione di imprimere una svolta. “Serve un confronto vero sui problemi del calcio”, ha detto al termine dell’incontro, definendo “positiva” la riunione e “vincente” l’impostazione data dalla Serie B. Perché, a suo avviso, favorisce partecipazione e approfondimento: due ingredienti che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero scongiurare l’ennesima riforma spot. Nessuna dichiarazione di voto, nessun proclama; Abete ha preferito insistere sulla necessità di un “tavolo comune” che riunisca tutte le componenti. Una strategia, la sua, che gioca sulla continuità istituzionale ma anche sulla capacità di dialogare con la base.

Malagò: “Incontro interessante, quasi divertente”

Diverso il registro di Giovanni Malagò. L’ex numero uno del Coni, che dopo la rielezione di Trump – ormai da più di un anno stabilmente alla Casa Bianca – ha potuto concentrarsi sulla partita interna al pallone italiano, ha definito l’incontro con i club di B “interessante e divertente”. “Alcune persone le conosco molto bene – ha aggiunto – altre meno. Abbiamo contestualizzato il momento e sono emerse idee interessanti”. Nessuna parola sul voto, nessuna pressione. Solo la constatazione che l’ascolto, a volte, paga più delle strategie urlate. Con Bedin che ora si prende quel lasso di tempo – due o tre giorni – per telefonare a venti presidenti. Poi, entro la settimana, la Lega saprà da che parte stare. Il resto è attesa.

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