Trapani, il tribunale federale infligge altri tre punti di penalità e inibisce Antonini

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La spirale giudiziaria che avvolge il club granata si stringe ulteriormente, confermando una frattura istituzionale che appare, ormai, senza possibilità di ricomposizione. Dopo l’esame del caso da parte del Consiglio Federale, il Tribunale Federale ha infatti irrogato una nuova, significativa sanzione: tre punti di penalizzazione vanno ad aggiungersi ai cinque già assegnati in precedenza, portando il totale a meno otto nel campionato di Serie A in corso. Una decisione che, di fatto, ribalta completamente la situazione di merito della squadra, la quale, privata di questi punti, scivola dalla seconda posizione a metà classifica, aggrappandosi a dodici punti in compagnia di Trieste e Napoli. La questione sportiva, tuttavia, passa oggi in secondo piano rispetto alle implicazioni personali e gestionali dell’ultimo provvedimento, il quale colpisce direttamente la guida della società.

La squalifica del presidente per frode sportiva

Il fulcro della nuova ordinanza risiede nella pesante inibizione inflitta a Valerio Antonini, presidente del sodalizio siciliano, disposta per la durata di due anni e motivata da accuse di frode sportiva e di responsabilità oggettiva della società. La misura, che si protrarrà fino al termine del 2027, priva Trapani Shark del suo principale riferimento in un momento già estremamente critico, segnato da un contenzioso finanziario con la Federazione Italiana Pallacanestro che permane irrisolto. A questo si accompagna, come se non bastasse, l’obbligo di corrispondere una multa settimanale di cinquantamila euro, sanzione legata alle irregolarità nei tesseramenti che costringono la squadra a operare con un organico ridotto a undici giocatori.

Le ripercussioni immediate sul mercato e il rischio esodo

L’ennesima stangata, giunta a pochi giorni dalla fine dell’anno, rischia di agire da detonatore per una crisi che minaccia di travalicare i confini del tribunale sportivo. L’instabilità cronica, unita all’incertezza sul futuro, ha iniziato a generare un movimento centrifugo all’interno del roster, con alcuni atleti che potrebbero cercare soluzioni altrove già nel prossimo mercato. Paul Eboua, figura di spicco della squadra, è già stato accostato a una possibile destinazione in EuroLega, mentre il nome di Andrea Rossato desta l’interesse di Brescia. Si delinea, insomma, uno scenario di potenziale smantellamento della compagine, la quale si trova a combattere su due fronti distinti ma ugualmente pericolosi: quello legale e quello, più pragmatico, della conservazione del proprio capitale umano in panchina.

Un futuro incerto tra contenzioso e campionato

Mentre la posizione della FIP e della Lega Basket rimane ferma, senza segnali di apertura al dialogo, per Trapani Shark si prospetta un 2025 di enorme difficoltà. La società dovrà onorare l’ingente esborso economico settimanale, affrontare il resto del torneo con un pesante handicap in classifica e, al contempo, gestire l’assenza forzata del proprio presidente, figura cardine in ogni trattativa o tentativo di mediazione. La vicenda, che ha ormai superato i confini del puro dibattito sportivo per entrare nel campo della cronaca giudiziaria, non lascia intravedere sbocchi positivi a breve termine, costringendo la squadra e la sua tifoseria a navigare in acque agitate senza una chiara rotta.

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