Martina Carbonaro uccisa a colpi di pietra dopo un abbraccio negato, il femminicida confessa
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Redazione Interno
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Martina Carbonaro, quattordicenne di Afragola, è stata uccisa con tre violenti colpi inferti al volto con una pietra. L’autore del delitto, Alessio Tucci, diciannovenne già noto alla vittima, avrebbe agito dopo che la ragazza gli aveva negato un abbraccio. Secondo quanto emerso dalle dichiarazioni rese durante l’udienza di convalida dell’arresto, Tucci avrebbe confermato la dinamica, descrivendo un gesto improvviso ma non privo di consapevolezza. Il suo legale, tuttavia, ha escluso l’accanimento, sostenendo che l’aggressione – avvenuta mentre Martina era voltata di spalle – non sarebbe stata premeditata.
La ricostruzione dei carabinieri, basata anche sulle tracce rinvenute nel casolare abbandonato dove il corpo è stato ritrovato, non lascia dubbi sulla brutalità dell’omicidio. Proprio in quel luogo, Tucci avrebbe tentato di eliminare le prove, lavandosi con una doccia per pulire il sangue, come raccontato dalla madre della vittima, Enza Cossentino, in un drammatico sfogo. «Mio marito aveva capito», ha detto, riferendosi ai sospetti che avevano iniziato a insinuarsi già durante le ricerche, quando lo stesso Tucci e i suoi genitori si erano uniti alle operazioni. «Suo figlio l’ha massacrata», ha aggiunto, ricordando le parole della madre del giovane, che mesi prima l’aveva avvertita: «Attenta che succede qualcosa».
Intanto, le polemiche infuriano oltre il caso giudiziario. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha sollevato critiche per l’età della vittima, chiedendosi se sia «normale avere un fidanzato a 12 anni». Un commento che ha scatenato la replica dell’attrice Viola Angione: «Il problema è chi l’ha ammazzata, non la sua età».




