Le Pen lancia la corsa all'Eliseo: «I francesi vengono prima»
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Redazione Esteri
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Marine Le Pen ha scelto la sua roccaforte per dare il via alla campagna presidenziale. Da Hénin-Beaumont, la cittadina mineraria del Nord della Francia che da oltre un decennio rappresenta il suo feudo elettorale, la leader del Rassemblement National ha pronunciato il discorso di apertura della corsa verso le elezioni del 2027. «Prima i francesi», ha scandito dal palco, indicando nella priorità nazionale per alloggi, aiuti statali e assistenza medica il cuore del suo programma.
Il principio della preferenza nazionale
«Sono il frutto dei sacrifici dei nostri padri, nonni e bisnonni, è normale che i francesi ne abbiano più diritto degli altri», ha dichiarato Le Pen tra gli applausi e i tricolori sventolati dal pubblico. Il concetto di preferenza nazionale non è nuovo nel repertorio del Rassemblement National, ma in questa fase di lancio della campagna assume un ruolo centrale nella comunicazione della candidata.
La scelta di Hénin-Beaumont non è casuale: si tratta di una città simbolo del declino industriale francese, un territorio dove il partito ha costruito nel tempo una base elettorale solida e dove Le Pen ha ottenuto risultati superiori al 60 per cento nelle ultime consultazioni.
Le date della competizione elettorale
Le elezioni presidenziali francesi si terranno il 18 aprile e il 2 maggio 2027, date stabilite dal Consiglio dei ministri del 1° luglio 2026 dopo consultazioni con i rappresentanti dei partiti politici. Il primo turno sarà quindi tra meno di otto mesi, un intervallo che in Francia viene considerato il momento fisiologico per entrare nel vivo della campagna. A fine agosto, nello stadio Roland Garros, si è già tenuto un primo confronto tra i principali candidati, un appuntamento che ha segnato simbolicamente l'avvio della stagione elettorale.
Un quadro politico affollato
La corsa all'Eliseo vede già una trentina di candidati dichiarati o potenziali. Oltre a Le Pen, hanno ufficializzato la propria candidatura figure come Édouard Philippe per Horizons, Gabriel Attal per Renaissance, Bruno Retailleau per Les Républicains e Jean-Luc Mélenchon per La France Insoumise. A sinistra, il Partito Comunista Francese ha indicato Fabien Roussel come proprio candidato, mentre i socialisti e gli ecologisti stanno organizzando le proprie primarie per convergere su una candidatura unitaria.
La frammentazione dello schieramento progressista rappresenta un elemento ricorrente nel dibattito politico francese, con il rischio che la moltiplicazione delle candidature penalizzi complessivamente l'area.
La posizione economica della candidata
Sul fronte economico, Le Pen ha progressivamente abbandonato alcune delle proposte più radicali del passato, come l'uscita dall'euro o dalla Unione europea, per assumere posizioni più moderate. La sua agenda combina misure di sostegno al potere d'acquisto, tra cui una richiesta di aumento del 10 per cento dei salari e la revalorizzazione delle pensioni, con aperture verso il mondo imprenditoriale, inclusa la promessa di ridurre l'imposta sulle società e semplificare le normative.
Questa doppia anima, interventista sul piano sociale e liberale su quello produttivo, genera perplessità tanto tra gli elettori più radicali quanto tra i grandi imprenditori, che guardano con cautela a una candidata il cui rapporto con l'establishment economico resta ambivalente.
Le questioni giudiziarie
La candidatura di Le Pen è stata resa possibile dalla sentenza della Corte d'appello di Parigi che, pur confermando la condanna per appropriazione indebita di fondi europei, ha ridotto la pena di ineleggibilità a 15 mesi effettivi, già trascorsi dal marzo 2025. La leader del RN ha annunciato ricorso in Cassazione, un passaggio che sospende l'esecuzione della pena e le consente di condurre la campagna elettorale senza braccialetto elettronico.
La vicenda giudiziaria, che riguarda l'uso di assistenti parlamentari pagati dal Parlamento europeo per attività interne al partito tra il 2004 e il 2016, ha accompagnato per anni la storia del Front National prima e del Rassemblement National poi.
Il ruolo di Jordan Bardella
Nel discorso di Hénin-Beaumont, Le Pen ha messo momentaneamente da parte le divergenze, vere o presunte, con Jordan Bardella, indicando nel giovane presidente del partito il proprio futuro primo ministro in caso di vittoria. La coppia Le Pen-Bardella rappresenta un equilibrio tra esperienza e rinnovamento generazionale, con il secondo che nelle rilevazioni demoscopiche gode di una popolarità persino superiore alla prima.
Secondo un sondaggio YouGov citato da HuffPost, il 52 per cento degli elettori del Rassemblement National vedrebbe in Bardella il candidato preferito, un dato che non ha modificato la decisione di Le Pen di guidare personalmente la competizione.
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