Crosetto lancia la leva volontaria, mentre Salvini spinge per l'obbligo
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Redazione Interno
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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha aperto un nuovo fronte politico annunciando, nel corso di una visita a Parigi in occasione del quarto anniversario del Trattato del Quirinale, l'intenzione di portare in Parlamento un disegno di legge per istituire una leva militare su base volontaria. «Le regole nel settore della difesa - ha precisato il ministro, sottolineando la necessità di un ampio consenso - devono essere il più condivise possibile». L'obiettivo dichiarato, che mira ad attrezzare l'esercito per far fronte a qualsiasi tipo di emergenza, è quello di ingrossare le fila della Riserva italiana, arrivando a costituire un contingente di fino a diecimila unità.
Il chiarimento di Palazzo Baracchini
Dalla sede del Ministero della Difesa, Palazzo Baracchini, giunge immediato un chiarimento per placare gli animi e scongiurare facili parallelismi con il passato: «Qui nessuno sta pensando di mettere in campo le giovani reclute, di ripristinare la vecchia naja obbligatoria». Una portavoce, interrogata sull'argomento, ha poi aggiunto con un tono quasi perentorio: «Ma li vedete voi, dei ragazzini inesperti, alle prese con le armi sofisticatissime che ci sono oggi, anche solo se parliamo di droni?». Il quadro che ne emerge, dunque, non è quello di un ritorno ai "marmittoni" di una volta, bensì di un progetto strutturato e moderno, che punta a formare volontari capaci di operare con tecnologie avanzate.
La controproposta di Salvini sul servizio obbligatorio
Sulla proposta di Crosetto, tuttavia, si è innestato il rilancio di Matteo Salvini, il quale ha voluto riportare all'attenzione del dibattito pubblico una vecchia idea della Lega. Il ministro delle Infrastrutture, infatti, ha espresso la sua preferenza per una leva militare obbligatoria della durata di sei mesi, configurandola non come una semplice replica del servizio di leva del secolo scorso ma piuttosto come una forma di "volontariato allargato". Secondo la sua visione, un'esperienza del genere potrebbe insegnare ai giovani il rispetto del prossimo e rappresentare uno strumento utile per contrastare, seppur indirettamente, fenomeni sociali preoccupanti come quello delle baby gang.
I dettagli operativi del progetto
Il disegno di legge che Crosetto si appresta a presentare delinea un impegno della durata di sei mesi in divisa, con la possibilità che il periodo di servizio venga esteso fino a nove. Questo corpo di riserva, che si andrebbe a costituire esclusivamente sulla base della libera adesione, sarebbe destinato a essere impiegato in un ventaglio molto ampio di scenari critici; non solo, quindi, in contesti di guerra - ipotesi remota ma non per questo trascurata nella pianificazione strategica - bensì anche in operazioni di soccorso alla popolazione in caso di calamità naturali o durante altre crisi nazionali che richiedano un dispiegamento di forze aggiuntive e preparate.




