Renault abbandona la produzione di Power Unit per Alpine
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Redazione Sport
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La recente decisione di Renault di cessare la produzione di Power Unit per il team Alpine, annunciata il 30 settembre scorso, segna la fine di un'era nel motorsport. La storica sede di Viry-Chatillon, che ha visto la produzione di propulsori di Formula 1 fin dagli anni '70, sarà trasformata in un polo tecnologico denominato "Hypertech" a partire dal prossimo anno. Questa scelta, motivata dalla necessità di sostenibilità finanziaria, ha suscitato preoccupazioni tra i dipendenti, che temono la perdita di centinaia di posti di lavoro.
La chiusura del programma di Viry-Chatillon rappresenta un triste epilogo per gli appassionati di motorsport, che vedono calpestata la storia in nome della sostenibilità finanziaria. Un parallelo può essere tracciato con la fine dell'impegno di Alfa Romeo nella classe regina a metà degli anni ottanta, quando la FIAT assunse il controllo della storica casa del Biscione. Anche in quel caso, la storia del motorsport fu sacrificata per motivi economici.
Nel frattempo, Ferrari ha colto l'occasione per rafforzare il proprio team, contattando direttamente il CEO di Renault, Luca de Meo, per ingaggiare alcuni tecnici operanti nel polo tecnologico di Viry-Chatillon. Questa mossa, rivelata dallo stesso de Meo, evidenzia come la chiusura del programma di Renault abbia ripercussioni non solo interne, ma anche sull'intero panorama della Formula 1.
La decisione di Renault di abbandonare la produzione di Power Unit per Alpine, nonostante la Power Unit 2026 fosse quasi pronta, ha lasciato molti dipendenti e appassionati di motorsport sgomenti. La chiusura del programma di Viry-Chatillon, che ha visto la produzione di propulsori di Formula 1 fin dagli anni '70, rappresenta un duro colpo per la storia del motorsport.




