Il viaggio della Fiamma Olimpica illumina l'Italia, da Gaeta a Napoli fino alle realtà produttive
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Redazione Sport
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La Fiamma Olimpica, partita da Roma all'inizio di dicembre, continua il suo itinerario attraverso la penisola, un percorso che, toccando città grandi e piccole, sembra tessere giorno dopo giorno un racconto fatto di simboli e di passione condivisa. Domani sarà Gaeta, con il suo lungomare e la sua storia, ad accogliere il fuoco sacro ai Giochi, nella diciannovesima tappa di un viaggio destinato a concludersi a Milano il 6 febbraio 2026, per l'apertura dei XXV Giochi Invernali. Un momento che, come sottolineato dalla referente CONI del territorio, travalica la semplice formalità per diventare un'emozione collettiva, capace di parlare a chiunque abbia nel cuore lo sport e i suoi valori più autentici.
Un percorso che unisce geografie e comunità
In questo periodo, mentre le città si vestono di luci natalizie, il viaggio del tedoforo assume una risonanza particolare, trasformando il conto alla rovescia verso l'evento sportivo in una storia corale di partecipazione. Napoli, con la sua carica vitale inconfondibile, è stata una delle tappe simbolo di questo cammino: la Fiamma è rimasta in Campania per una settimana, dal 21 dicembre, e ha sostato nel capoluogo fino al 26, attraversandone i quartieri e i luoghi più iconici, in un dialogo continuo con la cittadinanza. Un itinerario che, non limitandosi ai soli centri urbani maggiori, ha saputo includere anche realtà industriali e produttive di primo piano, dimostrando come lo spirito olimpico possa animare contesti differenti.
Il simbolo entra nelle fabbriche e celebra il lavoro
Proprio in Campania, infatti, il fuoco olimpico ha fatto una sosta significativa nello stabilimento Coca-Cola HBC Italia a Marcianise, che proprio lo scorso anno ha celebrato il mezzo secolo di attività. Qui, un gruppo di dipendenti ha avuto l'onore di correre come tedofori all'interno del sito produttivo, in una celebrazione che ha legato indissolubilmente lo sport, l'orgoglio aziendale e il ruolo economico di un'impresa radicata nel territorio dal 1974. Una scelta che va oltre la semplice commemorazione, puntando i riflettori sul lavoro e su quelle realtà che, silenziosamente, contribuiscono ogni giorno all'economia di un'intera regione.
Il riconoscimento ai tedofori, volti di un'intera nazione
Il percorso, come è noto, si regge sull'entusiasmo dei circa diecimila portatori scelti dall'organizzazione, ciascuno con la propria storia. Ad esempio, a Sant'Agnello, il sindaco e l'amministrazione comunale hanno voluto incontrare il tedoforo Natale D'Esposito, consegnandogli una pergamena commemorativa per un momento definito storico, collettivo ma anche profondamente personale. Sono gesti che danno un volto e un nome al rito, umanizzando il grande evento e radicandolo nelle piccole storie quotidiane, in quel mosaico di esperienze che dalla provincia contribuisce a scrivere una pagina importante per lo sport italiano.




