Il governo estende il condono, cinque anni per le partite Iva

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo Meloni, con una mossa che ha suscitato non poche polemiche, ha esteso il condono fiscale per le partite Iva, coprendo un periodo di cinque anni, dal 2018 al 2022. Questo provvedimento, inserito nel decreto Omnibus, ha ottenuto il primo via libera dal Senato con 98 voti favorevoli, 66 contrari e un astenuto. Ora il testo passa alla Camera per un esame formale, senza ulteriori modifiche previste.

Il condono, ribattezzato "ravvedimento speciale" dal Tesoro, mira a incentivare quasi cinque milioni di partite Iva ad aderire al concordato biennale, in scadenza a fine ottobre. Questo strumento, che rappresenta una sanatoria per i redditi non dichiarati nel periodo considerato, prevede uno sconto sulle imposte dovute, senza sanzioni né interessi legali. L'emendamento, firmato da esponenti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, punta a regolarizzare le somme evase, offrendo un'opportunità di rientro nella legalità fiscale.

Il costo del condono, stimato in quasi un miliardo di euro, sarà coperto in buona parte attingendo al fondo per l'attuazione della riforma fiscale. Tuttavia, questa scelta ha sollevato dubbi sull'effettiva disponibilità di risorse per la riforma stessa, che rischia di essere compromessa. Il condono, infatti, toglie risorse preziose che potrebbero essere destinate a interventi strutturali e di lungo periodo.

L'approvazione del condono fiscale, sebbene presentata come una misura straordinaria per favorire la regolarizzazione delle partite Iva, ha suscitato critiche per la sua portata e per l'assenza di sanzioni. Alcuni osservatori ritengono che questa mossa possa incentivare comportamenti elusivi, minando la fiducia nel sistema fiscale.

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