La legge di Lidia Poët in chiaro su Rai 1: la storia della prima avvocata d'Italia tra serie tv e realtà
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dopo aver conquistato il pubblico di Netflix con tre stagioni di successo, "La legge di Lidia Poët" approda in prima serata su Rai 1 a partire da questa sera, martedì 1° settembre. La serie, che vede protagonista Matilda De Angelis nei panni della prima donna italiana ad aver ottenuto l'iscrizione all'albo degli avvocati, si prepara a conquistare un nuovo pubblico grazie al passaggio in chiaro sulla rete ammiraglia del servizio pubblico.
L'appuntamento è per le 21:30 circa su Rai 1, con i primi due episodi della prima stagione, una produzione originale Netflix targata Groenlandia con la regia di Matteo Rovere e Letizia Lamartire.
La trama e il cast della serie evento
Ambientata nella Torino di fine Ottocento, la serie racconta le vicende di Lidia Poët, una giovane donna determinata a costruirsi un futuro in un'epoca in cui l'indipendenza femminile rappresentava ancora un'eccezione. Dopo essersi laureata in giurisprudenza e aver superato l'esame di abilitazione, nel 1883 riesce a iscriversi all'Ordine degli Avvocati di Torino, ma la sua conquista dura pochissimo: una sentenza della Corte d'Appello dichiara illegittima la sua iscrizione, impedendole di esercitare la professione per il solo fatto di essere donna.
Costretta a rinunciare alla toga, Lidia non si arrende e continua a battersi per la giustizia collaborando con lo studio legale del fratello Enrico, interpretato da Pier Luigi Pasino. Ogni caso giudiziario diventa così un'occasione per mettere alla prova le proprie capacità e dimostrare il proprio valore, affiancata dal giornalista Jacopo Barberis, ruolo affidato a Eduardo Scarpetta. Completano il cast principale Sara Lazzaro nei panni di Teresa Barberis, Sinead Thornhill in quelli di Marianna Poët e Dario Aita in quelli di Andrea Caracciolo.
Girata interamente a Torino e in diverse location piemontesi, la serie restituisce un'immagine elegante e misteriosa della città ottocentesca, con una messa in scena dal respiro cinematografico che coniuga rigore storico e linguaggio visivo moderno.
Quante puntate sono e il palinsesto su Rai 1
La prima stagione de "La legge di Lidia Poët", composta da sei episodi, verrà trasmessa in tre prime serate evento. Dopo il debutto di stasera, martedì 1° settembre, con i primi due episodi, il secondo appuntamento è previsto per martedì 8 settembre e il gran finale, in via eccezionale, andrà in onda mercoledì 9 settembre, sempre in prima serata su Rai 1 con due episodi a serata.
Per chi volesse recuperare gli episodi, tutti e sei saranno disponibili anche in streaming su RaiPlay, sia in diretta che on demand dopo la messa in onda televisiva, mentre su Netflix sono attualmente disponibili tutte e tre le stagioni della serie, per un totale di 18 episodi.
La storia vera di Lidia Poët tra realtà e finzione
La serie è liberamente ispirata alla figura realmente esistita di Lidia Poët, nata nel 1855 in provincia di Torino, che dopo aver frequentato il collegio in Svizzera e aver conseguito i titoli di maestra, decise di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza all'Università di Torino. Si laureò nel 1881 con una tesi sulla condizione femminile nella società e sul diritto di voto per le donne, e dopo il praticantato superò l'esame di abilitazione con 45/50, ottenendo l'iscrizione all'Ordine degli Avvocati il 9 agosto 1883.
Tuttavia, la sua iscrizione venne impugnata dal procuratore generale del Regno e la Corte d'Appello di Torino ne ordinò la cancellazione dall'albo a novembre dello stesso anno. Il ricorso presentato da Lidia alla Cassazione venne respinto il 18 aprile 1884 con la motivazione che "la donna non può esercitare l'avvocatura", scatenando un acceso dibattito nell'opinione pubblica dell'epoca.
Nonostante la sconfitta legale, Lidia continuò a collaborare con il fratello Enrico, occupandosi in particolare della difesa dei diritti delle donne, dei minori e dei detenuti, e partecipando a congressi internazionali sui diritti civili. Solo nel 1920, dopo la promulgazione della legge Sacchi del 1919 che apriva alle donne l'accesso alle professioni, Lidia Poët, all'età di 65 anni, poté essere nuovamente e stabilmente iscritta all'Ordine degli Avvocati, diventando a tutti gli effetti la prima avvocata d'Italia.
Le polemiche degli eredi per il ritratto televisivo
Il successo della serie non è stato esente da critiche, in particolare da parte dei discendenti di Lidia Poët, che hanno contestato la rappresentazione televisiva della loro antenata. Marilena Jahier Togliatto, pronipote di Lidia, raccontò alla stampa di aver abbandonato la visione della serie "per sdegno", dichiarando che "in quella serie non c'è nulla di vero della mia parente Lidia" e che il ritratto televisivo era profondamente lontano dai ricordi familiari.
A infastidire la pronipote erano stati in particolare il linguaggio attribuito alla protagonista e alcune scene giudicate eccessive, come quella di sesso all'inizio della prima puntata, pur riconoscendo che si trattava di una fiction. Anche un altro pronipote, Valdo Poët, che aveva conosciuto Lidia quando aveva sette anni, la descrisse come una donna "serissima, dedita solo allo studio, elegante e riservatissima", un ritratto che contrasta nettamente con la Lidia più spregiudicata e irriverente interpretata da Matilda De Angelis.
Una posizione più sfumata è stata espressa da Daniela Trezzi, anch'essa pronipote e avvocata, che pur dichiarandosi grata alla serie per aver portato alla luce la memoria di una grande donna, ha sottolineato come il ritratto televisivo sia "assolutamente lontano" da quello che è stata realmente la sua antenata.
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