La legge di Lidia Poët, il debutto in chiaro su Rai 1 tra il gradimento del pubblico e le polemiche degli eredi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo aver conquistato il pubblico di Netflix con tre stagioni di successo, "La legge di Lidia Poët" approda in chiaro su Rai 1 a partire da martedì 1° settembre 2026, con una prima serata che ha subito acceso il dibattito tra i telespettatori. Protagonista della serie è Matilda De Angelis, che dà volto e carattere alla prima donna ammessa all’albo degli avvocati in Italia, capace di trasformare una battaglia personale contro un sistema che la escludeva in un simbolo di emancipazione femminile.

La prima puntata in prima visione assoluta sul servizio pubblico ha registrato un'ovazione per la sua interprete, ma ha anche scatenato critiche feroci da parte di una fetta consistente del web che ha accusato la rete di aver proposto una "presa in giro", riferendosi probabilmente alla natura romanzata della vicenda storica.

Una serie evento per la prima serata di Rai 1

La prima stagione de "La legge di Lidia Poët", acclamata produzione originale targata Groenlandia con la regia e la produzione di Matteo Rovere, è stata acquistata dalla Rai per arricchire il palinsesto autunnale. L'appuntamento, andato in onda martedì 1 settembre intorno alle 21:45 su Rai 1, ha proposto i primi due episodi della serie, composta complessivamente da sei episodi per la prima stagione, che saranno trasmessi in tre serate consecutive: il secondo appuntamento è previsto per martedì 8 settembre, mentre il gran finale chiuderà mercoledì 9 settembre.

La serie è creata da Guido Iuculano e Davide Orsini, che firmano la sceneggiatura insieme a Elisa Dondi, Daniela Gambaro e Paolo Piccirillo.

La trama e il contesto storico

Ambientata nella Torino di fine Ottocento, la serie racconta la storia vera, sebbene romanzata, di Lidia Poët, una donna moderna e anticonformista che si trova costretta a rinunciare alla toga a causa di una sentenza della Corte d’Appello che le nega l'esercizio della professione forense per il solo fatto di essere donna. Nonostante l'ostracismo, Lidia continua a battersi per la giustizia collaborando con lo studio legale del fratello Enrico, interpretato da Pier Luigi Pasino, trasformando ogni caso in un'occasione per affermare il proprio talento e la propria libertà.

La serie mescola il genere crime investigativo con il dramma storico, seguendo il percorso personale di una donna che lotta per l'emancipazione e il riconoscimento dei diritti in un'epoca in cui alle donne era negato l'accesso alle professioni. Accanto a Matilda De Angelis, il cast vanta nomi come Eduardo Scarpetta, Sara Lazzaro, Sinéad Thornhill e Dario Aita.

La polemica degli eredi sul ritratto di Lidia Poët

Se da un lato la serie ha riscosso un enorme consenso di pubblico, dall'altro il ritratto televisivo della prima avvocata d'Italia ha sollevato vibranti polemiche da parte dei suoi discendenti, che già al momento del debutto su Netflix avevano manifestato il loro dissenso. La pronipote, Marilena Jahier Togliatto, ha dichiarato di aver abbandonato la visione della serie "per sdegno", affermando che in quella fiction "non c'è nulla di vero della mia parente Lidia".

A infastidire la famiglia è stata soprattutto la distanza tra il personaggio irriverente e moderno portato sullo schermo da Matilda De Angelis e i ricordi familiari che descrivono Lidia Poët come una donna "serissima, elegante e riservatissima". Un altro pronipote, Valdo Poët, che aveva avuto modo di conoscere personalmente la parente, ha criticato duramente la serie, giudicando eccessive le libertà narrative prese dagli autori, specialmente riguardo al linguaggio e ad alcune scene ritenute poco consone alla reale personalità della donna.

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