Ad Assisi si apre l'anno del transito, Leone XIV indice il giubileo francescano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con una cerimonia di profondo significato, celebrata stamattina nella basilica di Santa Maria degli Angeli, ha preso il via l’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi, proprio nel luogo che vide, nell’autunno del 1226, la sua morte. Un rito che, segnando l’inizio di un percorso commemorativo destinato a protrarsi per tutto l’anno, ha richiamato l’attenzione su un evento di portata non solo religiosa ma anche civile, ponendo l’accento su quei valori – dalla pace alla fraternità – che il santo incarna. Il pontefice Leone XIV, cogliendo la portata storica e spirituale della ricorrenza, ha formalmente indetto uno speciale Anno Giubilare francescano, il cui arco temporale si estenderà dal 10 gennaio di quest’anno fino al medesimo giorno del 2027, offrendo ai fedeli la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria.

Il cuore della celebrazione nella Porziuncola

La basilica papale, che racchiude al suo interno la piccola Cappella della Porziuncola – donata a Francesco dai monaci benedettini e divenuta la culla del suo ordine –, ha fatto da cornice a una celebrazione descritta come carica di intensità. È stato fra Massimo Travascio, custode del luogo sacro, a sottolineare come questo tempo inauguri “un tempo di grazia ecclesiale”, il quale chiama l’intera Chiesa a ritornare alle radici della testimonianza francescana. La scelta del sito, dunque, non è casuale: è qui che il santo, dopo una vita di totale abbandono alla povertà e di predicazione del Vangelo, spirò, secondo le fonti, disteso sulla nuda terra, in un ultimo, estremo atto di coerenza con la sua scelta di spogliamento totale.

Una ricorrenza che unisce istituzioni civili e religiose

L’avvio delle commemorazioni è stato il frutto di un lavoro congiunto, come testimoniato dal comunicato diffuso dalla Provincia serafica, dal Sacro Convento, dalla diocesi di Assisi e dall’amministrazione cittadina. Una sinergia che evidenzia come la figura di Francesco trascenda i confini del sacro per divenire un patrimonio identitario e culturale di ampio respiro. La presidente Proietti, parlando di “giubileo francescano dell’Umbria”, ha colto perfettamente questa dimensione, indicando nella ricorrenza un’occasione non solo di riflessione spirituale ma anche di rilancio per un intero territorio, storicamente legato alle gesta del Poverello.

Il lascito di Francesco tra storia e attualità

L’eredità del santo, richiamata con forza durante le parole pronunciate nella basilica, si presenta oggi sotto una luce di straordinaria attualità. I concetti di pace intesa come scelta attiva, di riconciliazione perseguita come metodo costante di dialogo e di fraternità vissuta come responsabilità verso ogni creatura, costituiscono il nucleo di un messaggio che continua a interrogare la coscienza collettiva. L’apertura di questo anno speciale, pertanto, non si configura come una semplice rievocazione storica, bensì come un invito a rileggere, nella complessità del presente, quell’insegnamento radicale che sette secoli fa prese forma tra le colline umbre, rivoluzionando la spiritualità del suo tempo e lasciando un’impronta indelebile, della quale si avverte ancora tutta la potenza evocativa.

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