Ad Assisi l'alba del giubileo francescano, aperto l'ottavo centenario del Transito

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con una celebrazione di straordinaria intensità, tenutasi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, è stato inaugurato ufficialmente l'anno del Transito 2026, che segna gli ottocento anni dalla morte di San Francesco. Il rito, celebrato davanti alla Porziuncola, ha posto nuovamente al centro della riflessione collettiva, sia ecclesiale che civile, i pilastri dell'eredità del Poverello di Assisi: la pace intesa come scelta consapevole, la riconciliazione elevata a metodo di dialogo e la fraternità percepita come responsabilità che trascende ogni confine. La presidente Proietti, nel corso della cerimonia, ha dichiarato: “Si apre oggi il giubileo francescano dell’Umbria”, sottolineando la portata regionale di un evento che, tuttavia, si proietta su una dimensione ben più ampia. La solenne apertura, avvenuta simbolicamente nel luogo che custodisce la Cappella del Transito – dove Francesco, nell'autunno del 1226, concluse il suo cammino terreno –, ha così dato il via a dodici mesi di pellegrinaggio e riflessione.

La lettera di Papa Leone e il dono dell'indulgenza plenaria

Ad arricchire il significato spirituale dell'avvio delle commemorazioni è giunto il messaggio di Papa Leone XIV, letto pubblicamente in basilica, il quale ha espresso il desiderio di unirsi spiritualmente all'intera Famiglia Francescana e a tutti i partecipanti alle manifestazioni. “Auspicando che il messaggio di pace possa trovare eco profonda nell’oggi della Chiesa e della società”, il Pontefice ha rimarcato come la visione francescana della pace non si limiti alle relazioni tra persone, ma abbracci l'intero creato, in una prospettiva di armonia universale. A questo si lega, per l'intero anno giubilare, la concessione del dono dell'indulgenza plenaria, un elemento che conferisce ulteriore profondità al percorso di fede offerto ai pellegrini, invitandoli a una rinnovata conversione interiore.

Un pellegrinaggio senza precedenti verso le spoglie del Santo

La risposta dei fedeli alla chiamata spirituale di questo centenario si sta rivelando immediata e massiccia, come dimostrano i numeri delle prenotazioni per l'ostensione del di San Francesco. Sono quasi trecentomila, infatti, le richieste già registrate per venerare le spoglie mortali del Santo, un'occasione unica che si protrarrà per un intero mese a partire dal 22 febbraio. L'organazione del percorso di visita prevede due modalità: una autonoma e una accompagnata da uno dei frati della basilica. In entrambi i casi, il cammino avrà inizio dall'ingresso della chiesa, dove una preparazione affidata a supporti multimediali e a spiegazioni sui dipinti che si incontreranno preparerà i visitatori all'incontro con la reliquia, guidandoli verso il luogo dell'ostensione vera e propria.

Il centenario tra spiritualità e impegno concreto

L'apertura di questo anno speciale, dunque, non si configura come una semplice rievocazione storica, ma si presenta come un invito a tradurre in gesti concreti l'attualità del messaggio francescano. La straordinaria adesione popolare all'ostensione è solo il primo, visibile segno di un bisogno diffuso di riscoprire valori che appaiono oggi più che mai necessari. Senza indulgenze in facili retoriche, il giubileo del Transito offre uno spazio e un tempo dedicati a riscoprire, nell'esempio di Francesco, una via per affrontare le sfide del presente, dove la ricerca della pace e il rispetto per il creato diventano prassi quotidiana e non solo ideali astratti.

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