Il francescanesimo si apre al mondo, tra indulgenza e pellegrinaggio: ottocento anni dalla morte del santo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Le celebrazioni per l’ottavo centenario del transito di san Francesco sono state ufficialmente inaugurate con un solenne rito nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove è stata letta una lettera di Papa Leone XIV, il quale si è unito spiritualmente alla Famiglia Francescana e a tutti i partecipanti. Il pontefice ha auspicato, con parole che risuonano in un tempo di evidenti tensioni, che “il messaggio di pace possa trovare eco profonda nell’oggi della Chiesa e della società”, rammentando come la visione francescana della pace non si limiti alle relazioni umane ma abbracci l’intero creato, in una prospettiva che oggi definiremmo integralmente ecologica. Queste parole, peraltro, confermano l’attualità sorprendente del modello del Poverello, il cui insegnamento viene proposto come antidoto a quelle fragilità spirituali e a quell’impoverimento del senso religioso che caratterizzano l’epoca contemporanea.

Un anno speciale per l'indulgenza

A sigillo di questo anno di grazia, la Penitenzieria Apostolica ha emesso un Decreto con il quale stabilisce un Anno speciale di San Francesco, che si estenderà dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, nel quale viene concessa ai fedeli la possibilità di ottenere l’Indulgenza plenaria, applicabile anche in suffragio dei defunti. Il provvedimento, che si colloca nel solco del Giubileo Ordinario del 2025 appena concluso, si presenta come una sua ideale prosecuzione, un invito a trasformare la speranza in carità fattiva, sul modello del santo di Assisi. Non si tratta, quindi, di una mera commemorazione storica ma di un percorso concreto di fede e di conversione, offerto alla libera adesione di chiunque, nella consapevolezza che il messaggio di Francesco continua a interpellare direttamente le coscienze.

L'attesa per l'ostensione del

A testimoniare la vastità dell’interesse, che travalica i confini della regione e della nazione, si registra un’adesione massiccia all’ostensione del del santo, prevista per un mese intero a partire dal 22 febbraio: le prenotazioni, quasi trecentomila, stanno rapidamente occupando tutti i posti disponibili per quel percorso di venerazione che, partendo dall’ingresso della basilica, guiderà i pellegrini attraverso una preparazione fatta di spiegazioni e dipinti prima di giungere al cospetto delle spoglie mortali. Alcuni di essi sceglieranno di compiere il cammino in modo autonomo, altri saranno accompagnati dai frati, ma per tutti si prospetta un’esperienza unica, densa di significato spirituale e di devozione popolare, che rende tangibile il legame secolare con una figura la cui attualità non sembra affatto sbiadita.

Il solco del Giubileo e la carità fattiva

L’intera iniziativa, del resto, non nasce isolata ma si innesta consapevolmente nel solco del recente Giubileo, proponendosi di mantenerne viva l’eredità spirituale e l’impulso alla conversione. L’invito espresso dalle autorità ecclesiastiche è chiaramente quello di tradurre in gesti concreti di carità e di attenzione al creato la speranza rinnovata, seguendo l’esempio di colui che seppe parlare al mondo e alla natura con eguale rispetto. In un contesto sociale spesso segnato da conflitti e da un progressivo allontanamento dai valori religiosi, la proposta di un anno dedicato a Francesco suona come un richiamo alle radici, a una semplicità evangelica che, attraverso i secoli, non ha perso la sua forza di attrazione e la sua capacità di indicare una via alternativa, fondata sulla pace e sulla fratellanza universale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.