La messa delle ceneri: "Il solo riarmo sia quello del vangelo"
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Redazione Interno
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Il tempo della Quaresima, che segna l’inizio di un percorso spirituale verso la Pasqua, si è aperto anche quest’anno con il gesto simbolico delle ceneri, segno di umiltà e conversione. I fedeli, chinando il capo, hanno accolto questo rito che richiama alla fragilità umana e alla necessità di un cambiamento interiore. “Convertitevi e credete nel Vangelo”, l’invito che risuona nelle chiese, diventa il filo conduttore di un cammino che, come ha sottolineato il vescovo Napolioni durante la celebrazione in Cattedrale, mira alla “pace del cuore, dei rapporti, la pace della Pasqua di Cristo”. Un percorso che non è solo personale, ma collettivo, un dono di purificazione e grazia offerto a tutti.
Il vescovo, nel suo intervento, ha posto l’accento sulla contraddizione tra lo spirito del Giubileo, che invita alla sosta nei conflitti e alla ricerca della giustizia, e l’enfasi sul riarmo che caratterizza il nostro tempo. “Il solo riarmo sia quello del Vangelo”, ha affermato, richiamando i presenti a lavorare sui propri pensieri, passioni e azioni attraverso la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Questi strumenti, tradizionali della Quaresima, diventano così vie concrete per sradicare lo spirito del male e costruire un futuro di speranza.
In questo contesto, la ristrutturazione della Casa dell’Accoglienza è stata indicata come un “cantiere di speranza”, un’occasione per vivere la carità in modo concreto. Non manca, inoltre, un pensiero per Papa Francesco, la cui fragilità fisica diventa, come ha osservato il cardinale Matteo Zuppi, una “lezione umana di amore e di dono”. Zuppi, durante l’omelia del Mercoledì delle Ceneri celebrato a Bologna, ha ricordato come questa sia la “terza Quaresima di guerra”, un periodo segnato dall’imprevedibilità del futuro e dalla sofferenza che genera sentimenti contrastanti.
A Piacenza, la Quaresima è stata inaugurata con una processione penitenziale dalla basilica di San Francesco alla Cattedrale, presieduta dal vescovo Adriano Cevolotto. Alla celebrazione hanno partecipato anche due sacerdoti ucraini, che nei giorni successivi hanno condiviso la loro esperienza tra la popolazione colpita dalla guerra, offrendo una testimonianza diretta di un conflitto che continua a segnare profondamente l’Europa.




