La fornaia e l’antifascismo: quando un lenzuolo scatena polemiche e identificazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ad Ascoli Piceno, il 25 aprile ha riacceso un dibattito che sembrava sopito, quello sulle identificazioni ritenute da molti eccessive o pretestuose. Protagonista involontaria è stata Lorenza Roiati, titolare del forno "Assalto ai forni", che ha esposto uno striscione con la scritta: «25 aprile buono come il pane, bello come l’antifascismo». Un gesto semplice, quasi scontato in una ricorrenza che celebra la Liberazione, eppure sufficiente a far scattare l’intervento delle forze dell’ordine, che ne hanno registrato le generalità.

Non è la prima volta che accade. Già a dicembre 2023, alla prima della Scala di Milano, la Digos aveva identificato un loggionista che aveva gridato «Viva l’Italia antifascista». Episodi che, seppur diversi per contesto, sollevano interrogativi simili: dove finisce la legittima espressione di un pensiero e dove inizia, eventualmente, il reato? La questione, ad Ascoli, è diventata materia di scontro politico. Durante un consiglio comunale teso, il sindaco Marco Fioravanti ha denunciato di aver ricevuto minacce sui social network, annunciando querela contro 144 persone che avrebbero auspicato violenze nei suoi confronti, con riferimenti espliciti a piazzale Loreto.

La comandante dei vigili, Patrizia Celani, ha spiegato che l’identificazione della fornaia rientrava in un’indagine più ampia, legata a segnalazioni di tensioni in città. Ma la minoranza, guidata da Francesco Ameli, ha chiesto chiarimenti, sostenendo che si sia trattato di un atto intimidatorio. Intanto, la vicenda ha travalicato i confini locali: il Collettivo Caciara ha organizzato per il 3 maggio una manifestazione nazionale di solidarietà alla Roiati, sotto lo slogan «Ascoli resiste, Ascoli lotta, Ascoli è antifascista».

Quello che emerge, al di là delle posizioni politiche, è un clima in cui simboli e parole assumono un peso inatteso. Se da un lato c’è chi vede nell’identificazione della fornaia un eccesso zelante, dall’altro le minacce al sindaco mostrano quanto certe contrapposizioni possano degenerare. Senza contare i manifesti anonimi apparsi in città, offensivi nei confronti della panettiera, che hanno aggiunto ulteriori ombre a una storia già carica di polemiche.

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