Corruzione, indagati a Palermo anche l'ex ad di Cva Argirò e l'ad di Cva Eos Malacarne
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Redazione Interno
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La Procura di Palermo ha chiesto misure cautelari per nove persone nell'ambito di un'inchiesta per corruzione che ruota attorno alle autorizzazioni ambientali in Sicilia. Tra gli indagati figurano l'ex amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque, Giuseppe Argirò, e il neo amministratore delegato di Cva Eos, Marco Malacarne Gentile. Al centro dell'indagine c'è l'avvocato Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana, per il quale i magistrati hanno richiesto l'arresto.
Il quadro delle accuse
I reati ipotizzati, a vario titolo, sono la corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e la corruzione per l'esercizio della funzione. Gli inquirenti sospettano che Armao, fino ad agosto presidente della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, abbia intascato tangenti in cambio di pareri favorevoli su progetti industriali ed energetici, in particolare impianti eolici e fotovoltaici, il cui via libera passava proprio attraverso quell'organismo.
Le perquisizioni e gli interrogatori preventivi
Questa mattina gli agenti della Squadra mobile hanno perquisito gli studi legali e l'abitazione di Armao a Palermo e a Roma, oltre ad alcuni uffici regionali. Come previsto dalla legge vista la professione dell'indagato, alle operazioni sta presenziando un magistrato della Procura, e l'attività investigativa è stata comunicata al Consiglio dell'Ordine degli avvocati.
A tutti e nove gli indagati è stato notificato l'invito a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari per l'interrogatorio preventivo, atto che per la nuova normativa precede la pronuncia del gip sulla richiesta di misura cautelare.
Il profilo dei manager coinvolti
Giuseppe Argirò, 57 anni, ha guidato la Compagnia Valdostana delle Acque fino allo scorso agosto, quando gli è stata comunicata la fine dell'incarico al vertice operativo della società partecipata della Regione Valle d'Aosta.
La sua posizione nell'inchiesta palermitana si intreccia con il ruolo che Cva e la sua controllata Cva Eos ricoprono nel settore delle rinnovabili: la capogruppo, nata nel 2001 dall'acquisizione degli impianti idroelettrici valdostani, è oggi il maggiore produttore italiano di energia idroelettrica e opera anche nel fotovoltaico e nell'eolico, con impianti distribuiti in tutta Italia. Cva Eos, in particolare, sviluppa e gestisce impianti fotovoltaici ed eolici sul territorio nazionale.
Marco Malacarne Gentile, 47 anni, è subentrato ad Argirò alla guida di Cva Eos nell'assemblea del 23 settembre scorso, dopo il rinnovo degli organi societari della capogruppo avvenuto il 21 agosto. Originario di Aosta, in precedenza aveva ricoperto incarichi nell'ambito delle strategie e dello sviluppo delle energie rinnovabili all'interno del gruppo.
Gli altri indagati
Oltre ad Armao, Argirò e Malacarne Gentile, l'inchiesta coinvolge l'avvocato Pietro Luigi Matta, l'imprenditore Luigi Zancla, Mario Lupo, Sergio Vella, Benedetta Costanzo e il deputato regionale all'Ars Giuseppe Geremia Lombardo. La Procura, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, ha diffuso una nota nella quale si sottolinea che allo stato del procedimento trova applicazione il principio della presunzione di innocenza per tutti gli indagati.
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