McGrath comanda a Gurgl, Vinatzer nella mischia
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Redazione Sport
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La pista di Gurgl, liberata dalla coltre di neve fresca depositatasi nelle ore notturne, ha già offerto uno spettacolo di quelli che si imprimono nella memoria degli appassionati, con la prima manche dello slalom speciale che ha messo in fila i migliori specialisti al mondo in un gioco di attimi e di equilibri delicatissimi. A guidare la classifica provvisoria, al termine di una prova costruita con una precisione chirurgica, è il norvegese Atle Lie McGrath, il quale ha fermato il cronometro sul tempo di 52"12, ma il suo primato, per quanto netto, non può considerarsi in alcun modo una garanzia per la vittoria finale. La sua prestazione, caratterizzata da una continuità impressionante lungo tutti i settori del tracciato e da una potenza dominante nella parte centrale, dove ha segnato il riferimento parziale più veloce, deve infatti fare i conti con un plotone di inseguitori agguerritissimo, pronti a approfittare del minimo cedimento.
Una lotta senza esclusione di colpi
Quello che si preannuncia per la seconda manche, la quale assegnerà i punti validi per la Coppa del Mondo, è dunque un duello all'ultimo respiro, con ben diciannove atleti racchiusi in un solo secondo dal tempo di McGrath; una forbice così stretta, la quale rende l'esito della gara assolutamente imprevedibile e lascia aperte tutte le possibilità. A contendersi il podio, in una sfida che promette emozioni forti fino all'ultimo cancello, ci sono, a pari merito con il tempo di 52"29, lo svizzero Tanguy Nef e il finlandese Eduard Hallberg, quest'ultimo reduce dal primo podio in carriera ottenuto a Levi e ora nuovamente protagonista a sorpresa con il pettorale numero ventiquattro. Per Nef, in particolare, si presenta l'occasione concreta di poter finalmente sfatare un tabù che lo perseguita da tutta la sua permanenza nel circo bianco, ovvero salire per la prima volta su un podio di Coppa del Mondo, dato che lo separa dalla vetta soltanto un distacco di diciassette centesimi.
La riscossa azzurra passa da Vinatzer
Dopo la delusione collettiva di Levi, dove la squadra italiana non era riuscita a esprimersi ai livelli attesi, l'azzurro Alex Vinatzer ha fornito una risposta importante, chiudendo la sua prima prova al decimo posto con un tempo di 52"78. Il gardenese, il quale si è presentato alla partenza con la determinazione di chi deve necessariamente voltare pagina, ha sciato con una cauta ma solida determinazione, contenendo il distacco dal leader norvegese a sessantasei centesimi, un gap tutto sommato recuperabile nella sfida a cronometro inverso della seconda manche. La sua prestazione, seppur non esaltante, lo proietta in una posizione di tutto rispetto nella lotta per i punti più alti della classifica, dimostrando di avere la stoffa per rientrare tra i protagonisti di una disciplina che non concede sconti a nessuno.
Il gruppo svizzero tra luci e ombre
La squadra elvetica, chiamata a un immediato riscatto dopo le prestazioni sottotono dei suoi atleti nella precedente tappa finlandese, ha registrato risultati contrastanti, con alcuni che non sono riusciti a esprimere il proprio potenziale e altri, invece, che si sono lanciati con decisione verso le posizioni di vertice. Accanto alle prestazioni deludenti di Daniel Yule, diciannovesimo, e di Loïc Meillard, ventesimo, entrambi ben al di sotto delle loro possibilità, si è infatti stagliata la prova pulita e aggressiva di Tanguy Nef, il quale ha saputo interpretare al meglio le condizioni della pista e ora si trova a un passo da un risultato storico per la sua carriera. La seconda manche, che assegnerà il verdetto finale, si prospetta dunque come un banco di prova decisivo per molti di loro, costretti a lottare non solo contro gli avversari ma anche contro le proprie aspettative.




