Norvegia in trionfo a Wengen, McGrath comanda lo slalom

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sulla Männlichen di Wengen, un tracciato notoriamente severo e reso ancora più complicato dalla condizione della neve, si è consumato un nuovo, prevedibile festival norvegese. Atle Lie McGrath, partito con il pettorale numero 5, ha impresso la sua autorevolezza sulla prima manche dello slalom speciale, chiudendo il suo giro in 52"89 e conquistando un vantaggio di quaranta centesimi. A inseguirlo, appaiati alle sue spalle, si sono piazzati lo svizzero Loïc Meillard e il connazionale Henrik Kristoffersen, in una classifica provvisoria che, considerando anche Lucas Pinheiro Braathen – atleta di origini norvegesi che gareggia per il Brasile – e Timon Haugan, vede ben quattro atleti legati alla Norvegia entro i primi cinque posti. Una supremazia, questa, che non stupisce e che ricorda le triplette del recente passato, mentre il percorso ha mostrato i denti, costringendo alla precoce uscita di gara cinque dei primi sedici atleti in lista di partenza, tra i quali spiccavano il finlandese in forma crescente e un francese.

La prova di McGrath e il percorso insidioso

La prestazione del leader, in particolare, è apparsa determinata da una guida aggressiva e precisa, che gli ha permesso di gestire al meglio la parte finale del tracciato dopo l’ultimo dosso, mantenendo una velocità d’uscita superiore a quella di tutti gli altri contendenti. La capacità di accelerare in quel tratto decisivo, dove molti hanno perso decimi preziosi o hanno addirittura ceduto, ha costituito il vero discrimine della manche, creando quel gap che ora McGrath si porterà nella seconda frazione. Un margine, il suo, che seppur significativo non garantisce nulla, dato che lo slalom è per definizione la specialità più volatile e aperta a sorprese, soprattutto su un pendio che ha già dimostrato di non perdonare il minimo errore di traiettoria o di tempismo.

La situazione azzurra tra luci e ombre

Per quanto riguarda la spedizione italiana, l’attenzione si è focalizzata su Alex Vinatzer, giunto al traguardo con il quindicesimo tempo e dunque in zona di qualificazione per la seconda manche, ma distanziato di oltre un secondo e mezzo dal capolista. Una performance che, se da un lato gli permette di rimanere in gara e di provare a costruire una rimonta, dall’altro riflette le difficoltà di un periodo non proprio esaltante per lo slalomista altoatesino e per il compagno Tommaso Sala, il quale – pur non essendo esplicitamente menzionato nei tempi di testa – dovrà a sua volta cercare una reazione importante per risalire la classifica. La loro corsa, nella seconda frazione, sarà tutta giocata sull’attacco e sul tentativo di recuperare terreno senza commettere passi falsi.

Il quadro generale e le attese per la finale

La giornata, dunque, ha delineato una chiara gerarchia provvisoria, con il gruppo scandinavo – esteso a Braathen – che si è dimostrato ancora una volta particolarmente a suo agio tra i pali stretti e le pendenze del classico svizzero. Alle loro spalle, un manipolo di atleti di diverse nazionalità prova a tenere vivo il confronto, nella speranza che la pressione della leadership possa in qualche modo influenzare i primi nella manche conclusiva. La seconda discesa, come sempre, scriverà la parola definitiva su questa gara, in un contesto dove il fattore tecnico e quello mentale si fonderanno, determinando chi avrà la meglio su un pendio che non concede sconti a nessuno.

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