Kristoffersen entra nella storia, McGrath trionfa: il dominio norvegese si ripete a Wengen

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sulla celebre pista Maennlichen di Wengen, teatro di imprese indimenticabili, il circo bianco ha assistito a un nuovo, solenne capitolo della leggenda norvegese. Henrik Kristoffersen, con la sua sciata precisa e potente, ha conquistato il suo centesimo podio in Coppa del Mondo, un traguardo che, come egli stesso ha ammesso a fine gara, lo ha costretto a dare tutto fino all'ultimo centesimo di secondo. “Ora dormo per 48 ore”, ha scherzato l’atleta, esausto ma soddisfatto per un risultato che pochi, nella storia di questo sport, possono vantare. Un primato che, va detto, arriva in una stagione dove la vittoria personale gli è ancora preclusa, ma che nondimeno scolpisce il suo nome ancor più profondamente negli annali dello sci alpino.

Il podio scandinavo e l'assenza che fa discutere

A completare un quadro di netto predominio scandinavo, salendo sul gradino più alto del podio, è stato Atle Lie McGrath. Il venticinquenne norvegese ha firmato una delle migliori seconde manche della sua carriera, regolando il compagno Kristoffersen e Timon Haugan. Una scena che, in un certo qual modo, riecheggiava quella dello scorso anno nello stesso luogo, quando il podio fu interamente norvegese. Questa volta, però, a molti è venuto spontaneo notare come mancasse all'appello un altro protagonista di quella stagione: Lucas Pinheiro Braathen, il quale, dopo aver portato in Norvegia la Coppa di specialità, ha scelto una pausa sabbatica e successivamente di gareggiare per il Brasile. La sua assenza, in una giornata così significativa, ha rappresentato una sorta di controcanto silenzioso alla festa norvegese, lasciando intendere come le dinamiche interne al team scandinavo siano in continua, seppur fruttuosa, evoluzione.

L'Italia arranca tra influenza e ricerca di continuità

Dall'altra parte, il bilancio della nazionale azzurra di slalom, dopo le tappe di Madonna di Campiglio e Adelboden, conferma una fase di difficoltà. Alex Vinatzer, reduce da una settimana complicata a causa dell'influenza, ha chiuso al tredicesimo posto, mancando per soli due punti l'accesso al gruppo dei primi quindici per la successiva gara di Kitzbühel. “Una buona gara dopo l'influenza”, ha commentato il gardenese, il quale ha comunque mostrato segnali di qualità nella sua sciata. Molto più in difficoltà Tommaso Sala, ventiseiesimo, che non ha cercato alibi ammettendo la propria fatica e sottolineando come, a questi livelli, la mancanza di passaggi in gara e di continuità si faccia sentire in modo decisivo. Una nota positiva, seppur amara, è arrivata da Tommaso Saccardi, il quale, nonostante l’eliminazione al secondo passaggio quando era in corsa per un risultato di rilievo, ha mantenuto un atteggiamento propositivo: “Se si fanno le cose per bene, i punti arriveranno”. Una filosofia di lavoro su cui la squadra italiana dovrà puntare per risalire la china.

Le classifiche e lo scenario che si delinea

I risultati di Wengen hanno rimodellato anche la World Cup Starting List, la lista che assegna i pettorali di partenza. In essa, Vinatzer si piazza al sedicesimo posto e Sala al venticinquesimo, il che significa che entrambi gli italiani partiranno fuori dai primi due gruppi di merito nelle prossime gare. Una condizione non ideale, che aggiunge un ulteriore ostacolo nella ricerca della prestazione. Sul fronte opposto, Atle Lie McGrath, con questa vittoria, ha conquistato la leadership della Coppa del Mondo di slalom. Un premio meritato per una stagione di altissimo livello, che però non gli permette distrazioni, considerando la lotta serrata con i suoi stessi compagni di squadra. La sua storia con Wengen, del resto, è speciale: qui, un anno fa, tornò alla vittoria dopo quasi tre anni segnati da un grave infortunio al crociato, dimostrando una resilienza che oggi è il fondamento del suo successo.

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