McGrath, la ripetizione di Wengen che vale il comando mondiale
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Redazione Sport
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Atle Lie McGrath ha trasformato in realtà il proposito, espresso a chiare lettere nei giorni scorsi, di fare di Wengen un proprio feudo personale, esattamente come il campione di Coppa del mondo ha fatto con le discipline veloci. Il norvegese, che aveva già vinto nello stesso tracciato un anno fa, ha dominato lo slalom che ha chiuso il weekend di gare in Svizzera, bissando il successo dello scorso inverno e imponendosi per la quinta volta in carriera nel circuito. Una vittoria, la sua, costruita con metodo e confermata sotto la pressione di un avversario d'eccezione, capace di sfruttare al massimo una neve diventata più veloce e che ha costretto i primi della classifica a rischiare tutto.
Un dominio costruito manche per manche
La gara, articolatasi in due prove distinte che hanno messo a dura prova la concentrazione degli atleti, ha visto McGrath prendere subito le redini della competizione al termine della prima discesa, quando aveva già accumulato un vantaggio significativo. Nella seconda manche, disputata su un manto nevoso ormai logorato dal passaggio di decine di sciatori, la sua leadership è stata messa seriamente in discussione dall’amico fraterno Lucas Pinheiro Braathen, il quale ha realizzato una prova di altissimo livello che sembrava, per un lungo tratto, insuperabile. McGrath, partito per ultimo con il peso della pressione addosso, non si è scomposto: ha gestito il margine a disposizione con freddezza, limitando i rischi senza rinunciare all’aggressività necessaria, e ha così respinto l’assalto mantenendo il primo posto.
Il podio e il significato della vittoria
Il risultato finale, che gli ha consegnato il successo con quarantasette centesimi di margine su Braathen e ottantuno sul connazionale Henrik Kristoffersen – quest’ultimo alla centesima presenza in Coppa del mondo –, assume un valore tecnico e simbolico notevole. Oltre alla doppietta personale a Wengen e alla seconda vittoria stagionale, McGrath ha infatti strappato la maglia rossa di leader della classifica di specialità, un dettaglio non secondario in vista del resto della stagione. Il podio, composto interamente da atleti scandinavi, due dei quali norvegesi, sottolinea una volta di più il loro attuale dominio tecnico in questa disciplina, mentre per Braathen il secondo posto rappresenta un ritorno di altissima qualità dopo una stagione di assenza.
Il panorama italiano e le considerazioni tecniche
Per quanto riguarda gli azzurri, la giornata ha offerto spunti contrastanti, con Alex Vinatzer che si è piazzato come miglior italiano in tredicesima posizione, un risultato lontano dalle sue potenzialità e che richiederà, come evidenziato dagli analisti, ulteriore lavoro e maggiore confidenza con piste dalle caratteristiche così impegnative. Altri atleti della squadra, attesi per prestazioni di rilievo, non sono invece riusciti a esprimersi al meglio, consegnando un rendimento complessivo che la stampa specializzata ha definito al di sotto delle aspettative. La gara, nel suo insieme, ha confermato come nello slalom moderno la capacità di mantenere la lucidità quando la neve si deteriora e il tracciato diventa più veloce sia un fattore decisivo per arrivare al successo.




