Arresti a Badolato, la cosca Gallace e il controllo del comune

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nell'ambito dell'operazione Ostro, condotta dai carabinieri del Ros, sono stati arrestati il sindaco di Badolato, Giuseppe Nicola Parretta, il vice sindaco Ernesto Maria Menniti, il presidente del consiglio comunale Maicol Paparo e gli assessori Antonella Giannini e Andrea Bressi. L'accusa è di scambio elettorale politico-mafioso, con la cosca Gallace che avrebbe esercitato un controllo asfissiante sul territorio, condizionando la campagna elettorale del 2021 e le successive attività dell'ente.

Secondo il procuratore facente funzioni di Catanzaro, Vincenzo Capomolla, la cosca Gallace, radicata nel basso Jonio Catanzarese ma con proiezioni in Lazio, Lombardia e Piemonte, avrebbe sostenuto il candidato della lista "Vivi Badolato", Giuseppe Nicola Parretta, che fu eletto con oltre il 92% dei voti. Questo risultato, ottenuto anche grazie alla presenza di una lista civetta come sfidante, ha permesso alla cosca di mantenere un'influenza significativa sulle decisioni politiche e amministrative del comune.

Antonio Paparo, imprenditore e presunto esponente della cosca, avrebbe avuto un ruolo chiave nel garantire il successo elettorale di Parretta. In una conversazione intercettata, Paparo avrebbe minacciato di bruciare le auto di chi non avesse votato per il candidato sostenuto dalla cosca, dimostrando così il livello di intimidazione e coercizione esercitato sulla popolazione locale.

L'operazione ha portato all'arresto di 44 persone, di cui 15 in carcere e 29 ai domiciliari, tra cui figure di spicco della cosca Gallace.

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