Blitz dei carabinieri contro la cosca Piromalli, 26 arresti
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Redazione Interno
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Nelle prime ore di questa mattina, 23 settembre 2025, il Raggruppamento Operativo Speciale dei carabinieri ha dato esecuzione a un'imponente operazione anticrimine, denominata "Res Tauro", che ha portato all'arresto di ventisei persone ritenute affiliate al sodalizio mafioso dei Piromalli. L'azione, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria e autorizzata dal tribunale del capoluogo, è stata condotta con il supporto dei comandi provinciali dell'Arma dislocati in diverse regioni d'Italia, a dimostrazione della ramificazione nazionale degli interessi del clan.
Tra le persone colpite dalla misura cautelare in carcere, emessa nell'ambito di un'indagine che ha ricostruito un articolato ventaglio di attività illecite, spicca la figura di Giuseppe Piromalli, noto come "Pino" o "Facciazza", storico boss ottantenne della 'ndrangheta. L'uomo, che aveva scontato in precedenza una lunga condanna a ventidue anni di reclusione, è finito nuovamente in manette insieme ad altri presunti affiliati, accusati di ricoprire ruoli di primo piano nell'organizzazione criminale. Le accuse formulate dall'autorità giudiziaria – che spaziano dall'associazione di tipo mafioso all'estorsione, dal riciclaggio alla detenzione illegale di armi – dipingono il quadro di un gruppo ancora operativo e violento.
L'inchiesta, i cui dettagli investigativi restano per ora coperti dal segreto, ha permesso di accertare, secondo gli investigatori, il persistente controllo del clan sul territorio di Gioia Tauro e la sua capacità di condizionare gli appalti pubblici, attraverso il reato di turbata libertà degli incanti, e di infiltrare l'economia legale. Non mancano, nel provvedimento, i reati di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, a testimonianza dello sforzo profuso dalle forze dell'ordine per seguire i flussi finanziari illeciti, cercando di soffocare la potenza economica della cosca




