Papa Francesco, il conclave: perché nulla è deciso

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Ieri si è svolta la prima tornata di Congregazioni generali dopo i funerali di papa Francesco, un momento cruciale per delineare i temi che guideranno la scelta del successore. Dal comunicato ufficiale emergono questioni fondamentali – l’evangelizzazione, il dialogo interreligioso, la spinosa questione degli abusi sessuali –, sfide che dovranno orientare la selezione del nuovo pontefice, la cui "qualità necessaria", come burocraticamente definita, resta ancora da chiarire.

I novendiali, iniziati il 26 aprile, giorno delle esequie, proseguiranno fino al 4 maggio con messe quotidiane presiedute ogni volta da un cardinale diverso, per concludersi con la celebrazione affidata a Dominique Mamberti, protodiacono del Collegio Cardinalizio. Parallelamente, le congregazioni generali riuniscono i porporati per affrontare sia aspetti organizzativi sia riflessioni pastorali, in un confronto che precede l’isolamento del Conclave.

Quest’ultimo, previsto per il 7 maggio, impone regole ferree: niente telefoni, computer o giornali, finestre sigillate nella Cappella Sistina e divieto assoluto di rivelare l’esito delle votazioni. Dei 135 cardinali aventi diritto, 133 – salvo eventuali sviluppi sul caso Becciu – saranno chiamati a votare in clausura, sotto la minaccia della scomunica per chi violasse il segreto. Un meccanismo antico, che esclude qualsiasi forma di propaganda, come stabilito dalla Universi Dominici Gregis.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.