Maturità 2026, torna il nome storico e oltre 527 mila studenti attendono le tracce
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Redazione Interno
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La Maturità 2026 prende ufficialmente il via con migliaia di studenti e studentesse che si preparano ad affrontare la prima prova scritta dopo la tradizionale “notte prima degli esami”. L’edizione di quest’anno segna anche un cambiamento simbolico e istituzionale: torna infatti la denominazione storica di “esame di Maturità”, che sostituisce nuovamente quella di “esame di Stato” in seguito alla riforma promossa dal Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara e approvata attraverso il Decreto-legge 127/2025, successivamente convertito nella legge 164/2025. L’avvio delle prove coincide con uno dei momenti più attesi dell’anno scolastico, vissuto tra aspettative, emozioni e riflessioni sul percorso appena concluso.
Per i candidati l’appuntamento è fissato per giovedì 18 giugno alle 8:30, quando saranno rese note le sette tracce della prova di italiano. L’attesa coinvolge complessivamente 527.747 maturandi, chiamati a confrontarsi con un esame che continua a rappresentare uno dei passaggi più significativi della carriera scolastica. Nelle ore precedenti alla prova si ripetono riti, abitudini e momenti condivisi che da anni accompagnano la vigilia dell’esame, alimentando un clima che unisce tensione, speranza e nostalgia per un periodo destinato a concludersi.
Le novità della Maturità 2026 e il ritorno alla denominazione storica
Tra gli elementi più rilevanti dell’edizione 2026 c’è il ritorno ufficiale al nome “esame di Maturità”. La modifica nasce dalla riforma approvata da Governo e Parlamento e riporta al centro una definizione che per decenni ha identificato il termine del percorso scolastico superiore. Il cambiamento non riguarda soltanto l’aspetto formale, ma si inserisce in un dibattito più ampio sul significato dell’esame e sul ruolo che continua ad avere all’interno del sistema educativo nazionale. La nuova denominazione richiama una tradizione consolidata e riapre il confronto sul valore della prova finale.
Proprio il significato della Maturità è al centro delle discussioni che accompagnano ogni anno l’avvicinarsi degli esami. Nel dibattito viene evidenziato come il tema non possa essere ridotto alla contrapposizione tra chi vorrebbe abolire l’esame e chi preferirebbe mantenerlo senza modifiche. Viene infatti sottolineato che la Maturità non rappresenta soltanto una tradizione scolastica o un rito di passaggio, ma costituisce un momento con un preciso valore istituzionale, legato al riconoscimento pubblico del titolo di studio e alla sua validità sull’intero territorio nazionale.
I numeri degli ammessi e l’attesa delle prove
L’avvio dell’esame è accompagnato anche dai dati sugli studenti ammessi. Quest’anno il 96,8% dei candidati ha ottenuto l’accesso alle prove, mentre il 3,2% non è stato ammesso. Tra le regioni, la Sardegna registra la percentuale più elevata di non ammessi, pari al 7%, seguita dalla Liguria con il 5,5%. I numeri fotografano una situazione nella quale la grande maggioranza degli studenti arriva regolarmente all’appuntamento conclusivo del ciclo di studi, pur con differenze territoriali che emergono dai dati disponibili.
Accanto agli aspetti organizzativi e statistici resta forte la dimensione simbolica della vigilia. La “notte prima degli esami”, diventata negli anni un riferimento per generazioni di maturandi, continua a rappresentare un momento collettivo di attesa. La canzone di Antonello Venditti accompagna da oltre quarant’anni questo passaggio, trasformandosi in una colonna sonora legata ai ricordi della scuola, agli affetti e all’esperienza condivisa da studenti provenienti da percorsi diversi. In questo clima si apre la Maturità 2026, con centinaia di migliaia di candidati pronti a scoprire le tracce della prima prova e a confrontarsi con l’esame che conclude il loro percorso scolastico.




