Proteste in India, migliaia di fermi a Nuova Delhi contro la Commissione elettorale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Migliaia di manifestanti sono stati fermati dalla polizia a Nuova Delhi durante le proteste in India contro la Commissione elettorale, dopo una giornata di tensione nella capitale. Le forze di sicurezza sono intervenute contro i partecipanti al corteo che chiedeva le dimissioni del capo dell’organo elettorale Gyanesh Kumar.

La protesta contro la revisione delle liste elettorali

Al centro della mobilitazione c’è la revisione delle liste elettorali che, secondo i critici del governo, avrebbe escluso circa 130 milioni di persone dagli elenchi degli aventi diritto. Le opposizioni sostengono che il procedimento possa favorire il Bharatiya Janata Party (BJP), il partito del primo ministro Narendra Modi, mentre le autorità hanno difeso l’operazione come un intervento sulle registrazioni irregolari.

I manifestanti hanno rivolto le loro accuse soprattutto alla Commissione elettorale e al suo presidente Gyanesh Kumar, chiedendo un cambiamento alla guida dell’istituzione. La mobilitazione è stata organizzata anche dal Cockroach Janta Party, il movimento giovanile noto in India come il “Partito degli scarafaggi”, nato negli ultimi mesi come forza di protesta contro alcune scelte politiche e istituzionali.

Arrestato il leader degli “scarafaggi” Abhijeet Dipke

Tra le persone fermate c’è stato Abhijeet Dipke, fondatore del movimento, bloccato dalla polizia all’arrivo del suo volo a Nuova Delhi prima della manifestazione. Dopo l’arresto è stato rilasciato insieme ad altri esponenti del gruppo, dopo avere sottoscritto un impegno a mantenere l’ordine pubblico.

Dopo la scarcerazione, Dipke ha accusato il governo guidato da Modi di danneggiare l’immagine del Paese. Il movimento aveva convocato la protesta nella capitale per contestare la gestione delle liste elettorali e chiedere un intervento sulla Commissione elettorale.

Nuova Delhi blindata dalle forze di sicurezza

La polizia ha schierato un ampio dispositivo di sicurezza nelle zone centrali della capitale per contenere la manifestazione. Durante gli interventi sono stati fermati numerosi partecipanti, alcuni dei quali hanno denunciato episodi di violenza durante le operazioni delle forze dell’ordine, accuse che non sono state verificate indipendentemente.

Le proteste hanno coinvolto soprattutto giovani attivisti e gruppi contrari alle decisioni della Commissione elettorale. Il movimento degli “scarafaggi” ha annunciato nuove iniziative dopo il primo giorno di scontri e arresti, mantenendo al centro della propria campagna la richiesta di modifiche nella gestione del sistema elettorale.

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