Abbuffata di farmaci tra gli anziani: il rischio di terapie eccessive e la necessità di una "de-prescrizione"
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Redazione Economia
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Tra gli over 65 affetti da patologie croniche, il 30% assume un mix di almeno dieci farmaci diversi, un fenomeno che gli esperti definiscono "politerapia estrema" e che espone a rischi non trascurabili. La pluripatologia, condizione sempre più diffusa con l’invecchiamento della popolazione, costringe spesso i medici a prescrivere medicinali in modo cumulativo, senza valutare adeguatamente le interazioni o il reale beneficio per il paziente. «Il carico terapeutico eccessivo può aumentare la fragilità e gli eventi avversi», avvertono i geriatri, sottolineando come una "de-prescrizione" guidata – ovvero la riduzione mirata dei farmaci non essenziali – potrebbe migliorare la qualità della vita.
Nativi digitali e l’ansia di una generazione iperconnessa
Quella cresciuta con smartphone e social network è una generazione che paga il prezzo di un esperimento sociale non controllato, dove la sovraesposizione tecnologica ha spesso sostituito le relazioni reali. Il disagio psicologico, interpretato frettolosamente come semplice dipendenza da schermi, nasconde in realtà una forma di ribellione contro un modello che ha sacrificato la formazione di personalità equilibrate. Mentre il sistema dell’informazione scopre con ritardo il fenomeno, gli stessi giovani – pur immersi nel virtuale – cercano con fatica un contatto autentico con la realtà, dimostrando che il problema non è la tecnologia in sé, ma l’assenza di alternative.
Gavi e il paradosso dei vaccini: immunizzazioni sì, ma senza infrastrutture
Gavi the Vaccine Alliance, partenariato globale sostenuto anche da Bill Gates, rischia di perdere i fondi statunitensi per mancanza di trasparenza. L’organizzazione, che ha concentrato gli sforzi sulle campagne vaccinali nei Paesi più poveri, è accusata di aver trascurato aspetti fondamentali come igiene, nutrizione e accesso all’acqua potabile. Un approccio che, seppur utile nel breve periodo, rischia di lasciare indietro intere regioni, dove la carenza di servizi di base vanifica spesso gli effetti delle immunizzazioni.
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