Stellantis rimbalza in Borsa dopo i minimi: cosa spinge il titolo

Stellantis rimbalza in Borsa dopo i minimi: cosa spinge il titolo
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Stellantis prosegue il recupero a Piazza Affari dopo essere scesa ai livelli più bassi da oltre dieci anni. Nella seduta di mercoledì 7 ottobre 2026, il titolo del gruppo automobilistico ha registrato un forte rialzo nelle prime ore di contrattazione, arrivando a guadagnare il 4,35% e a raggiungere quota 4,24 euro. Gli acquisti hanno interessato anche altri importanti costruttori europei, favorendo un movimento di recupero del comparto automobilistico in una giornata complessivamente negativa per le principali Borse del continente.

Il recupero delle azioni dopo il crollo di inizio ottobre

Durante le contrattazioni milanesi, le azioni della casa automobilistica hanno oscillato tra un minimo di 4,0675 euro e un massimo di 4,30 euro, prima di ridimensionare sensibilmente i guadagni. La chiusura è avvenuta a 4,1245 euro, con un progresso dell'1,36% rispetto alla seduta precedente. Il mercato ha scambiato oltre 61 milioni di titoli, per un controvalore superiore a 254 milioni di euro. L'andamento della giornata mostra come la pressione degli acquisti, particolarmente intensa nella fase iniziale, si sia progressivamente attenuata senza però riportare la quotazione in territorio negativo.

La risalita è iniziata il 2 ottobre, all'indomani del minimo di 3,8120 euro toccato dal gruppo, un livello che non si registrava da oltre un decennio. Nelle sedute successive il prezzo è aumentato progressivamente, interrompendo almeno temporaneamente la precedente sequenza negativa. La ripresa recente assume tuttavia dimensioni molto diverse se confrontata con l'andamento di lungo periodo: dall'inizio dell'anno la perdita accumulata supera ancora il 56%, mentre negli ultimi sei mesi la flessione raggiunge circa il 38%. Anche il confronto con il massimo annuale di 9,851 euro, registrato a gennaio, evidenzia la distanza tra le quotazioni attuali e quelle raggiunte all'inizio del 2026.

Volkswagen e Renault in rialzo: gli acquisti coinvolgono l'auto europea

Il movimento non riguarda esclusivamente il gruppo automobilistico italo-franco-statunitense. Alla Borsa di Francoforte Volkswagen ha registrato, durante la mattinata, un incremento del 3,14%, portandosi a 71,04 euro. A Parigi Renault ha mostrato una crescita ancora più consistente, con un progresso del 4,5% e una quotazione di 26,97 euro. I rialzi contemporanei dei principali produttori indicano un recupero esteso al settore europeo, sostenuto anche dalle ricoperture degli operatori dopo le precedenti vendite. Si tratta di acquisti effettuati per chiudere posizioni ribassiste, un meccanismo che può accelerare temporaneamente la risalita delle quotazioni.

Secondo l'analisi diffusa dal Sole 24 Ore Radiocor, uno degli elementi alla base del rimbalzo è rappresentato dalle aspettative di recupero dei volumi di vendita nell'ultimo trimestre dell'anno. I dati sulle immatricolazioni di settembre sono risultati sostanzialmente in linea con le previsioni, mostrando una performance più solida sul mercato europeo rispetto a quello statunitense. Questa differenza geografica contribuisce a spiegare l'attenzione degli investitori verso l'evoluzione delle vendite e il possibile miglioramento dell'attività commerciale nei mesi conclusivi dell'esercizio.

Il peso delle perdite e le nuove pressioni sui mercati

La reazione positiva delle azioni si inserisce in un contesto finanziario ancora difficile. Dopo tre sedute consecutive di rialzo, il 7 ottobre l'indice paneuropeo STOXX 600 ha perso circa l'1%, risentendo dell'aumento dei rendimenti obbligazionari e dei prezzi del petrolio. Le preoccupazioni per l'inflazione hanno penalizzato soprattutto il settore bancario, che ha accusato una flessione del 3,3%, mentre anche diversi titoli tecnologici hanno registrato vendite consistenti. Il risultato delle case automobilistiche si distingue dunque dall'andamento generale dei listini, caratterizzato da una riduzione della propensione al rischio.

Tra gli elementi osservati dagli operatori figura anche l'orientamento dell'Unione europea nei confronti delle importazioni di automobili ibride provenienti dalla Cina. Le ipotesi di nuove restrizioni commerciali si collegano alle iniziative europee per affrontare gli squilibri negli scambi con Pechino, mentre il commissario europeo al Commercio è impegnato in una visita nel Paese asiatico. Per i produttori automobilistici presenti sul mercato europeo, le eventuali modifiche alle condizioni di importazione incidono direttamente sul contesto competitivo. Il dossier commerciale si aggiunge alle difficoltà legate ai costi energetici e alla volatilità finanziaria che interessano le imprese del continente.

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