Borsa, l’Europa rimbalza tra acquisti e timori sul Medio Oriente
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Redazione Economia
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La Borsa europea torna a salire con gli investitori che approfittano della fase di volatilità per acquistare, mentre restano sullo sfondo le preoccupazioni per una possibile escalation del conflitto in Medio Oriente. I principali listini del continente mostrano infatti un recupero, sostenuti soprattutto dai titoli energetici, in una giornata caratterizzata dall’attesa per le decisioni della Banca centrale europea sui tassi di interesse e dall’attenzione costante verso gli sviluppi geopolitici.
Londra avanza dello 0,47%, Parigi dello 0,4%, mentre Francoforte si mantiene più prudente con un rialzo dello 0,06%. A distinguersi è Milano, che guadagna lo 0,9% e si conferma tra le piazze più dinamiche della giornata. A sostenere il listino milanese contribuiscono soprattutto Stm, in crescita del 3,6%, e Prysmian, che sale del 3,4%. Tra i titoli legati all’energia si mettono in evidenza anche Eni (+0,7%), Enel (+1,37%), A2A (+1,66%) e Saipem (+2,35%), comparto che continua a beneficiare dell’attenzione degli operatori in una fase di forte sensibilità dei mercati alle questioni energetiche.
Medio Oriente e Stretto di Hormuz sotto osservazione
Il recupero delle Borse europee arriva nonostante le tensioni internazionali continuino a rappresentare un elemento di incertezza. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz e hanno minacciato di colpire qualsiasi nave intenzionata ad attraversarlo, sostenendo di aver già preso di mira due imbarcazioni. Una versione che si confronta con quanto affermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti, secondo cui il traffico commerciale continua invece a transitare attraverso uno dei passaggi marittimi più importanti per il commercio energetico mondiale.
Le preoccupazioni non si limitano alla situazione nello stretto. Sul mercato pesa anche il rischio di un ulteriore deterioramento dei rapporti tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha dichiarato a Fox News che Washington sarebbe pronta a colpire nuovamente l’Iran nel caso in cui i suoi leader non dovessero firmare un accordo di pace provvisorio. Dichiarazioni che mantengono elevata l’attenzione degli investitori, pur senza impedire il rimbalzo degli indici europei nella seduta odierna.
Attesa per la BCE e focus sulle prossime mosse delle banche centrali
Un altro elemento che sostiene l’interesse degli operatori è rappresentato dalla riunione della Banca centrale europea. Gli investitori attendono il verdetto dell’istituto di Francoforte sui tassi di interesse, con gli analisti che prevedono un aumento del costo del denaro di 25 punti base. L’obiettivo resta quello di contrastare la crescita dei prezzi al consumo, un fenomeno che continua a essere influenzato sia dai conflitti internazionali sia dall’andamento delle quotazioni energetiche.
Nel frattempo il mercato osserva anche l’evoluzione del petrolio. Il Brent ha invertito la direzione delle precedenti sedute e registra una flessione dell’1,2%, attestandosi intorno ai 92 dollari al barile. A contribuire al miglioramento del sentiment è stata inoltre la decisione del Comando Centrale degli Stati Uniti di porre fine agli attacchi definiti “di autodifesa” in Iran. Dopo la BCE, l’attenzione degli investitori si sposterà sulla Federal Reserve, il cui Federal Open Market Committee si riunirà il 17 e 18 giugno sotto la presidenza di Kevin Warsh, in un passaggio che i mercati seguiranno con particolare interesse.
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