Milano, il minuto di silenzio per "i martiri ammazzati dagli israeliani" e il presunto insulto alla Segre
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Redazione Interno
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A Milano, il 28 settembre, si è svolta una manifestazione pro Palestina che ha visto la partecipazione di numerosi sostenitori della causa palestinese. Durante il corteo, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria dei "martiri palestinesi, assassinati dai criminali israeliani", un gesto che ha suscitato reazioni contrastanti e ha gelato il sangue di molti presenti. Questo minuto di silenzio, infatti, non era dedicato agli israeliani uccisi da Hamas il 7 ottobre scorso, ma ai palestinesi, e in particolare a Hassan Nasrallah, segretario generale di Hezbollah, eliminato dagli israeliani.
Dal palco dei Carc, Rubio ha incitato alla violenza, invitando i manifestanti a indicare le case degli "agenti sionisti". Quanto accaduto ieri a Milano e a Roma non può essere ignorato: sono state sventolate le bandiere di Hezbollah, è stato fatto un minuto di silenzio in ricordo di Nasrallah, leader del "partito di Dio" ucciso durante un raid israeliano, e sono stati mostrati cartelli con gli "agenti sionisti". I manifestanti pro Palestina hanno gettato la maschera sui loro veri obiettivi e sulla loro natura.
I comunisti in piazza hanno esaltato Nasrallah e attaccato gli ebrei, mentre la politica è rimasta in silenzio. Le reazioni ebraiche non si sono fatte attendere: il cartello contro Liliana Segre, esposto durante il corteo, ha scatenato una polemica. La senatrice a vita è stata presa di mira come "agente sionista", un'accusa che ha suscitato indignazione e preoccupazione.
Da molti mesi, a Milano come in altre città d'Italia, ogni sabato pomeriggio si svolgono manifestazioni per esprimere solidarietà nei confronti del popolo palestinese, in seguito al conflitto con Israele




