Cartello contro Liliana Segre al corteo pro-Palestina di Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un'ondata di indignazione ha travolto il mondo politico italiano, da destra a sinistra, in seguito all'esposizione di un cartello offensivo contro Liliana Segre durante un corteo pro-Palestina a Milano. La senatrice a vita, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz, è stata definita "agente sionista" dai manifestanti, suscitando una reazione unanime di condanna e solidarietà.

Il corteo, svoltosi il 28 settembre, ha visto la partecipazione di numerosi manifestanti che, tra le varie espressioni di protesta, hanno esposto cartelli con frasi offensive rivolte non solo a Segre, ma anche al ministro della Difesa, Guido Crosetto. Quest'ultimo è stato anch'egli definito "agente sionista", in un clima di crescente tensione e preoccupazione per la sicurezza delle istituzioni ebraiche in Italia.

Mentre il presidente tedesco Steinmeier, in visita a Marzabotto insieme al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, si inchinava davanti alle vittime dell'eccidio nazifascista di 80 anni fa, in Austria, nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale, trionfava l'ultradestra di Fpoe con il 29% dei consensi. Questo risultato, che non si vedeva dalla seconda guerra mondiale, ha ulteriormente alimentato il dibattito sulla recrudescenza di sentimenti estremisti in Europa.

Nel frattempo, in Italia, l'allerta per la sicurezza dei siti ebraici è stata innalzata, con le autorità che monitorano attentamente la situazione.

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