Esplosione a Roma, muore Claudio Ercoli: la procura valuta l’ipotesi di omicidio colposo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Claudio Ercoli, 54 anni, addetto all’impianto Gpl di via dei Gordiani, è morto questa mattina dopo cinque giorni di agonia. Le ustioni che lo avevano colpito sul 55% del corpo, provocate dall’esplosione del 4 luglio, non gli hanno lasciato scampo. La procura di Roma, che sta indagando sulle cause del disastro, potrebbe ora integrare l’inchiesta con il reato di omicidio colposo, accanto a quello di disastro innominato già ipotizzato nei confronti di ignoti.

Ercoli, descritto da chi lo conosceva come un uomo «perbene» e dedito al lavoro, era una figura nota nel quartiere. Un amico d’infanzia, raggiunto dall’Adnkronos, lo ricorda con gli occhi lucidi: «Lo andavo a trovare spesso proprio lì, al distributore. Non riesco a credere che sia finita così». La dinamica dell’incidente, che ha scosso la periferia est della capitale, resta al centro delle indagini dei carabinieri del Nas e dei vigili del fuoco, impegnati a ricostruire se all’origine ci siano state negligenze nella manutenzione degli impianti.

Intanto, Francesco D’Onofrio, il poliziotto 34enne originario della Basilicata che ha messo in salvo diversi clienti del distributore – tra cui alcuni bambini – continua a lottare contro le conseguenze delle ferite riportate. Ricoverato al policlinico Gemelli con febbre alta e dolori persistenti, non ha ancora potuto subire l’intervento chirurgico necessario. La sua azione, definita eroica dai colleghi, ha evitato che il bilancio della tragedia fosse ancor più pesante.

Sul posto, intanto, si sono già mobilitati i comitati locali e i sindacati. Emanuele del Clap, organizzazione che rappresenta i lavoratori autonomi e precari, non usa mezzi termini: «Quello di Ercoli non è un incidente, ma l’ennesimo caso di sicurezza ignorata. Qui si muore sul lavoro perché si preferisce risparmiare sulle misure di prevenzione». Le proteste, seppur contenute, riaccendono il dibattito sulle condizioni dei distributori di carburante, spesso al centro di polemiche per la mancanza di controlli rigorosi.

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