Esplosione a Roma, morto Claudio Ercoli: ispettore Eni ustionato su oltre metà del corpo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Claudio Ercoli, ispettore di 54 anni incaricato da Eni per i controlli sul territorio, non ce l’ha fatta. Le gravissime ustioni di terzo grado, che gli avevano devastato il 55% del corpo, lo hanno stroncato nella notte tra martedì e mercoledì all’ospedale Sant’Eugenio, dove era ricoverato in condizioni disperate dallo scorso venerdì. Quel giorno, mentre effettuava un sopralluogo su una cisterna di Gpl in un distributore alla periferia di Roma, nel quartiere Prenestino, una violenta esplosione lo aveva travolto, riducendo la sua auto a un rogo.

A salvarlo, in un primo momento, era stato un carabiniere intervenuto sul posto, che lo aveva estratto dall’abitacolo già invaso dalle fiamme, trasportandolo poi al Pronto Soccorso con una volante dell’Arma. Ma le ferite, troppo estese e profonde, non hanno lasciato margine alla sopravvivenza. Due agenti, rimasti a loro volta feriti durante i soccorsi, sono stati operati nelle ultime ore: le loro condizioni, seppur serie, non destano preoccupazione.

La Procura di Roma, che sta indagando sull’incidente, potrebbe ora integrare il fascicolo – già aperto per disastro colposo e lesioni personali – con l’ipotesi di omicidio colposo. Le perizie tecniche, ancora in corso, dovranno accertare le dinamiche che hanno portato all’esplosione, con particolare attenzione ai possibili adempimenti mancati o alle negligenze nella manutenzione degli impianti.

Ercoli, figura professionale stimata, era un esperto del settore: il suo lavoro consisteva proprio nel verificare la sicurezza di infrastrutture come quella in cui ha perso la vita. Un paradosso amaro, che rende ancora più cruciali le indagini. I magistrati, coordinati dal procuratore aggiunto, stanno acquisendo documentazione e testimonianze per ricostruire la catena delle responsabilità, mentre i tecnici del nucleo investigativo dei carabinieri esaminano i resti della cisterna.

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