Esplosione al deposito Eni di Calenzano, cinque vittime e ventisei feriti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lunedì mattina, presso il deposito Eni di Calenzano, un'esplosione ha causato la morte di cinque lavoratori e il ferimento di ventisei persone. L'incidente, avvenuto il 9 dicembre, ha scosso profondamente la comunità locale e ha portato all'apertura di un'indagine su più fronti per chiarire le dinamiche dell'accaduto.

Secondo le prime ricostruzioni, l'esplosione sarebbe stata innescata dal sollevamento di un carrello nei pressi della pensilina numero 6, proprio mentre si formava una nube di vapori di carburanti. Gli inquirenti stanno concentrando le loro indagini sul rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione, acquisendo documenti in tutte le principali sedi Eni, comprese quelle legali di Roma e del comparto sicurezza di San Donato a Milano.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Prato, prevedono anche nuovi interrogatori dei testimoni presenti al momento dell'incidente. Gli investigatori stanno cercando di capire se ci siano state negligenze o mancanze nei protocolli di sicurezza che possano aver contribuito alla tragedia.

L'incidente ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica il tema della sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alle aziende considerate ad "alto rischio".

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