Esplosione a Calenzano: cinque vittime e ventisei feriti
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Redazione Interno
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Il 9 dicembre scorso, poco dopo le ore 10:00, una violenta esplosione ha scosso il deposito di carburante Eni situato nell'area industriale di Calenzano, in provincia di Firenze. L'incidente, che ha causato la morte di cinque persone e il ferimento di altre ventisei, ha immediatamente attirato l'attenzione delle autorità e della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La procura di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli, ha avviato un'indagine per omicidio plurimo colposo, cercando di far luce sulle cause dell'esplosione e sulle eventuali responsabilità. La Commissione parlamentare, composta dal presidente Tino Magni (Avs), dalla vicepresidente Susanna Camusso (Pd) e dalla senatrice Paola Mancini (Fdi), ha visitato il sito dell'incidente, accompagnata dal procuratore Tescaroli, per raccogliere informazioni e testimonianze utili all'inchiesta.
Il 18 dicembre, a Sasso di Castalda e Cirigliano, due piccoli comuni della Basilicata, si sono svolti i funerali di Gerardo Pepe e Franco Cirelli, due delle vittime dell'esplosione. Pepe, operaio di 45 anni, è stato commemorato alle ore 10:00 a Sasso di Castalda, mentre Cirelli, cinquantenne, è stato ricordato alle ore 10:30 a Cirigliano. In segno di lutto, i sindaci dei due paesi hanno proclamato il lutto cittadino, unendosi al dolore delle famiglie e delle comunità locali.
L'incidente di Calenzano rappresenta un monito sulla necessità di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in settori ad alto rischio come quello energetico.




