Esplosione a Calenzano, cinque morti e 26 feriti
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Redazione Interno
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L'esplosione avvenuta presso il sito Eni di Calenzano ha provocato la morte di cinque persone e il ferimento di altre ventisei, di cui tre in condizioni gravi. Tra le vittime, Vincenzo Martinelli, che aveva segnalato anomalie nell'impianto due mesi prima della tragedia. La Procura di Prato ha aperto un'inchiesta, ipotizzando reati di omicidio colposo plurimo e rimozione dolosa o colposa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
Lunedì mattina, l'esplosione ha scosso l'impianto, situato accanto a una pensilina di ricarica con almeno venti cisterne di carburante. I feriti, inizialmente ricoverati in vari ospedali, sono stati dimessi, tranne tre che rimangono in condizioni critiche: due nel centro grandi ustionati di Pisa e uno in terapia subintensiva all'ospedale fiorentino di Careggi.
Tra le vittime, Franco Cirelli, un ex paracadutista di 50 anni, era arrivato a Calenzano per la manutenzione del deposito Eni. La moglie Katia, sconvolta dalla notizia, si chiede come dirlo ai loro due figli. Cirelli, impiegato alla Sergen, sarebbe dovuto tornare a Cirigliano per festeggiare il Natale.
La Procura indaga anche sulla manutenzione in corso al momento dell'esplosione, cercando di capire se ci siano state negligenze o omissioni.




