Udinese-Parma 0-1, la perla di Elphege regala tre punti pesanti in chiave salvezza
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Redazione Sport
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La Dacia Arena è stata testimone di una sfida sporca, spezzettata, quella tra Udinese e Parma, dove la qualità media del gioco ha finito per soccombere alla fisicità e a un ritmo dettato più dagli arbitraggi che dalla manovra. Nel primo tempo, infatti, le interruzioni e i falli – una costante per entrambe le squadre – hanno impedito qualsiasi tentativo di costruzione ragionata, relegando le tifoserie a assistere a un confronto interlocutorio. L’Udinese, nonostante qualche timida iniziativa, non è mai riuscita a pungere sul serio, mentre il Parma, chiuso nella sua metà campo, provava a rispondere solo con conclusioni dalla distanza, come quella imprecisa di Strefezza al diciottesimo, che si perdeva alta sopra la traversa.
Un primo tempo senza sussulti e l’infortunio di Pellegrino
L’equilibrio, se così si può definire una gara così povera di emozioni, è durato sino all’intervallo. Tuttavia, a rompere gli schemi negli spogliatoi ci ha pensato un fattore extra-calcistico, o meglio, fisico. Mateo Pellegrino, infatti, ha accusato forti giramenti di testa dopo uno scontro fortuito con Ndiaye su un calcio d’angolo, un colpo che lo ha costretto a lasciare il campo al rientro. Al suo posto, Carlos Cuesta ha gettato nella mischia Nesta Elphege, una mossa che si rivelerà decisiva per le sorti del match. Il giocatore, uscito malconcio, è stato successivamente accompagnato all’ospedale di Udine per i classici accertamenti del caso, l’unica vera nota negativa di una serata che, per i ducali, si è trasformata in oro.
Elphege, una sgroppata da tre punti
Se il primo tempo era mancato di ritmo, la ripresa ha avuto il merito di regalare almeno la giocata che decide le partite. Al cinquantunesimo, Strefezza ha confezionato un assist al bacio per il neo-entrato: un filtrante che ha tagliato in due la difesa friulana. Elphege, ricevendo spalle alla porta, ha eseguito un controllo perfetto, girandosi con rapidità e freddezza davanti a Okoye per batterlo con un sinistro preciso. Il suo primo gol in Serie A, insomma, non poteva arrivare in un momento più opportuno. E se è vero che pochi minuti dopo l’attaccante ha avuto sulla punta degli scarponi la chance del bis – sciupando malamente un tap-in a pochi passi dalla porta dopo una respinta corta di Okoye – è altrettanto vero che quell’errore non è costato caro ai suoi.
La traversa gela i friulani, il Parma vede la salvezza
La reazione dell’Udinese, prevedibile dopo lo svantaggio, è stata furiosa ma poco lucida. La miglior occasione per ristabilire la parità è arrivata al settantaseiesimo, quando Gueye ha colpito di testa la traversa su un cross di Solet, e sulla ribattuta, incredibilmente, Zaniolo ha sprecato il tap-in a pochi centimetri dalla linea di porta, spedendo il pallone a lato. Un episodio, questo, che racchiude la sterilità offensiva dei bianconeri nella giornata odierna. Per il Parma, invece, questo successo – il primo in trasferta dopo un digiuno che durava da sei turni – assume un valore quasi aritmetico. Con trentanove punti in classifica, il distacco dalla zona calda della classifica tocca ora la doppia cifra, una boccata d’ossigeno che avvicina sensibilmente l’obiettivo della permanenza nella massima serie.




