Gattuso, la Lazio non si ferma: "Senza i casini non sarei qui. Ora 27 punti per la serenità"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Lazio continua a correre e lo fa anche al Penzo, dove batte il Venezia 2-0 e aggancia Roma e Inter in vetta alla classifica a quota 13 punti. Un successo costruito nella ripresa, dopo un primo tempo in cui i biancocelesti hanno rischiato grosso, salvati da un rigore parato da Mandas a Yeboah al quarto d'ora. Poi, nella seconda frazione, l'uno-due firmato da Zaccagni su penalty e da Noslin di testa ha indirizzato la gara, chiudendo di fatto i conti.

Gattuso non ha nascosto le difficoltà della sua squadra nei primi quarantacinque minuti, definendoli senza troppi giri di parole come uno dei peggiori da quando siede sulla panchina biancoceleste. «Abbiamo fatto di tutto per farli segnare, è stato uno dei primi tempi più brutti da quando sono alla Lazio», ha dichiarato l'allenatore ai microfoni. Il tecnico ha spiegato che la partita era di lettura semplice, ma i suoi giocatori sono rimasti troppo lunghi e sfilacciati, giocando di fatto il gioco del Venezia.

Se i lagunari fossero passati in vantaggio, secondo Gattuso, non avrebbero rubato nulla.

Dopo l'intervallo, la Lazio ha cambiato marcia. Al 50' Taylor è stato steso in area da Yeboah e l'arbitro Sozza ha concesso il secondo rigore della serata. Dal dischetto si è presentato Zaccagni, che ha battuto Stankovic riportando il gol in Serie A dopo circa dieci mesi di astinenza. Dieci minuti più tardi è arrivato il raddoppio: cross di Nuno Tavares e colpo di testa perentorio di Noslin, al secondo centro consecutivo dopo la rete contro il Milan.

«Nel secondo tempo abbiamo cominciato a lavorare bene di catene, cross e rigore sono arrivati così», ha spiegato Gattuso, sottolineando però che la prestazione deve ancora crescere.

Interrogato sul primato in classifica, Gattuso ha preferito dribblare l'entusiasmo, ricordando il duro lavoro estivo che ha preceduto questo avvio di stagione. «Abbiamo fatto 50 giorni di ritiro a Formello con un caldo infernale e questi ragazzi hanno sempre dimostrato voglia di lavorare», ha raccontato il tecnico, aggiungendo che senza le difficoltà estive non sarebbe nemmeno venuto alla Lazio.

La sua analisi resta lucida: essere primi non significa nulla e servono ancora 27 punti per raggiungere la tranquillità, un traguardo che il gruppo deve conquistarsi partita dopo partita senza montarsi la testa.

Dall'altra parte, il Venezia chiude il primo ciclo di cinque giornate con zero punti e tredici gol incassati, il peggior dato difensivo del campionato. La posizione di Giovanni Stroppa è ora sotto osservazione: la società rifletterà durante la sosta per decidere se proseguire con l'attuale guida tecnica o intervenire, con D'Aversa tra i profili valutati per un eventuale cambio.

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