Padova torna in B tra cori e festa: la chiamata a Fresco e il sogno realizzato
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Redazione Sport
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Mentre il pullman aspettava di riportarli a casa, i giocatori del Padova non hanno resistito: uno smartphone è passato di mano in mano, sullo schermo il volto di Gigi Fresco, allenatore della Virtus Verona. Due settimane prima, la sua squadra aveva battuto il Vicenza, spianando la strada al controsorpasso in classifica che i biancoscudati hanno poi consumato oggi. «Serie B, Serie B», il coro è esploso già durante la partita, diventando un boato quando, a sei minuti dalla fine, da Trento è arrivata la notizia del crollo dei rivali. Quasi quattromila persone, una cifra che riempiva lo stadio di Lumezzane, hanno alzato gli occhi al cielo in un urlo liberatorio.
Sei anni di attesa, di promesse mancate e di cadute, cancellati in un pomeriggio che resterà nella memoria. Quella di oggi non è stata una semplice promozione, ma una vittoria collettiva, vissuta in trasferta come fosse casa. Un serpentone di auto e pullman aveva invaso l’A4 da Padova a Brescia, poi su verso Lumezzane, mentre l’ansia cresceva minuto dopo minuto. La paura della beffa, sempre in agguato quando la storia recente ha regalato più delusioni che gioie, è svanita solo alle 18.25, quando l’arbitro ha fischiato la fine.




