due anni dal naufragio di Cutro, una ferita ancora aperta
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Redazione Interno
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A due anni di distanza dalla notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, quando un’imbarcazione carica di migranti si inabissò al largo di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone, il ricordo di quella tragedia continua a pesare come un macigno. Novantaquattro vittime accertate, tra cui 34 minorenni, hanno lasciato un vuoto incolmabile nei loro familiari, molti dei quali ancora oggi vivono nel dolore di una perdita che poteva e doveva essere evitata. Quella notte, il mare restituì corpi senza vita, mentre altri dispersi non furono mai ritrovati, alimentando un lutto senza fine.
L’imbarcazione, partita da Çeşme, in Turchia, trasportava circa 180 persone, provenienti da Iran, Afghanistan, Pakistan e Siria, in cerca di un futuro migliore. Quattro giorni di viaggio, tra speranze e sofferenze, si conclusero in modo drammatico a poche miglia dalla costa calabrese. Le indagini hanno evidenziato una serie di errori e omissioni che hanno contribuito alla strage, sollevando interrogativi ancora senza risposta. Amnesty International Italia, nel ricordare le vittime, ha rinnovato la richiesta di verità e giustizia, sottolineando come quella tragedia non possa essere archiviata come un semplice incidente.
A Cutro, il ricordo delle vittime è stato onorato con una serie di iniziative che hanno coinvolto la comunità locale e non solo. Una veglia di preghiera sulla spiaggia, un flash mob, una mostra fotografica e la celebrazione eucaristica nella chiesa del Santissimo Crocifisso hanno segnato la giornata del 23 febbraio. Monsignor Claudio Maniago, amministratore apostolico, durante l’omelia ha invocato il ricordo delle vittime e il sostegno per i familiari, auspicando un cambiamento che possa prevenire simili tragedie. “Lo dobbiamo a quegli uomini e donne che hanno perso la vita nel nostro mare”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di non dimenticare.
Tra le iniziative più significative, l’installazione artistica “Per non dimenticare” dello scultore Antonio La Gamba ha offerto un tributo visivo alla memoria delle vittime. Il memoriale, che raccoglie i resti della tragedia, è diventato un luogo di riflessione e preghiera, mentre la mostra fotografica ha ripercorso i momenti più toccanti di quei giorni, restituendo volti e storie a chi non c’è più.
Anche i Vigili del Fuoco, tra i primi a intervenire quella notte, hanno voluto ricordare l’impatto emotivo di un’operazione che ha segnato profondamente chi vi ha preso parte. “Quella notte ha cambiato tutti noi”, ha dichiarato uno dei soccorritori, evidenziando come il ricordo di quei corpi senza vita e delle urla disperate rimanga indelebile




