Naufragio di Cutro, chiesto il rinvio a giudizio per sei militari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Crotone ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per sei militari, quattro appartenenti alla Guardia di Finanza e due alla Guardia Costiera, accusati di aver contribuito al tragico naufragio del caicco "Summer Love" avvenuto il 26 febbraio 2023 al largo delle coste di Steccato di Cutro. L'incidente, che ha causato la morte di almeno 98 persone, ha sollevato gravi interrogativi sulle responsabilità e sulle azioni delle autorità coinvolte.

Secondo l'accusa, i militari avrebbero perso tempo prezioso rimpallandosi le responsabilità, un comportamento che avrebbe aggravato la situazione e contribuito al naufragio. La Procura di Crotone, guidata dal pm Pasquale Festa, ha formulato le accuse di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, sottolineando come le azioni (o le mancanze) dei militari abbiano avuto un ruolo determinante nella tragedia.

Parallelamente, Khalid Arslan, un cittadino pakistano di 26 anni, uno dei tre imputati nel processo contro i presunti scafisti del caicco naufragato, ha dichiarato in lacrime davanti al Tribunale di Crotone di essere stato ingiustamente accusato. Arslan, che sostiene di aver salvato cinque persone quella notte, si trova in carcere con l'accusa di essere uno degli scafisti, un ruolo che lui nega fermamente, affermando di essere stato coinvolto solo come interprete a causa della sua conoscenza della lingua turca.

La richiesta di condanna a 14 anni e 6 mesi per Arslan, avanzata dal pm Festa, ha suscitato forti reazioni, con l'imputato che ha chiesto giustizia, lamentando di essere stato etichettato come "assassino di bambini" nonostante il suo tentativo di salvare vite umane durante il naufragio.

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