Strage di Cutro: sei militari a processo per il naufragio del barcone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Crotone ha ottenuto il rinvio a giudizio per sei militari – quattro della Guardia di finanza e due della Guardia costiera – accusati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e gravi negligenze operative nella tragedia di Steccato di Cutro, dove nella notte del 26 febbraio 2023 affondò un caicco carico di migranti, causando la morte di 94 persone, tra cui 35 minori.

Il gip Elisa Marchetto ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Pasquale Festa, confermando le accuse contro il capoturno della sala operativa del reparto aeronavale della Finanza, Giuseppe Grillo, e i suoi colleghi Alberto Lippolis, Antonino Lo Presti e Nicolino Vardaro, oltre a due militari della Guardia costiera. Le indagini hanno ricostruito una sequenza di errori e ritardi nella gestione dell’allerta, che avrebbe potuto evitare, o quantomeno mitigare, le conseguenze del naufragio.

Il processo, fissato per il 14 gennaio, si concentrerà sulle dinamiche operative della notte della tragedia, quando il barcone, partito dalla Turchia con oltre 180 persone a bordo, si inabissò a poche centinaia di metri dalla costa calabrese. Le critiche – alcune delle quali emerse già nei mesi scorsi – riguardano la mancata attivazione immediata dei soccorsi nonostante le segnalazioni giunte da Frontex, che aveva avvistato l’imbarcazione in difficoltà.

Fuori dall’aula, gli avvocati delle parti civili hanno sottolineato l’importanza del procedimento, che dovrà chiarire se e in che misura i ritardi abbiano inciso sull’esito della vicenda. Intanto, la politica ha reagito a caldo: Matteo Salvini ha parlato di "vergogna" sui social, mentre Giancarlo Giorgetti ha espresso "piena solidarietà" ai militari coinvolti.

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