Indagine sul naufragio di Cutro: sostenitori e critiche
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Redazione Interno
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Il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, hanno espresso il loro sostegno incondizionato alle forze dell'ordine coinvolte nell'indagine sul naufragio di Cutro del 26 febbraio 2023. Sebbene le loro parole differiscano, entrambi si schierano a favore dei sei ufficiali della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera indagati per naufragio colposo.
Sostegno alle forze dell'ordine
Piantedosi ha espresso la sua fiducia nella competenza e dedizione di tutti gli appartenenti alla Guardia di Finanza e alla Capitaneria di Porto. Ha sottolineato il loro impegno quotidiano nel salvataggio di vite umane e nel contrasto ai trafficanti di esseri umani. Piantedosi è convinto che nel corso del procedimento giudiziario, gli operatori di Crotone dimostreranno la loro estraneità rispetto a ogni possibile responsabilità relativa al naufragio di Cutro.
L'accusa di negligenza
La procura di Crotone ha avanzato l'ipotesi che il tragico naufragio di Steccato di Cutro, in cui annegarono 94 persone, avrebbe potuto essere evitato se fossero stati adottati comportamenti diligenti. Dopo un anno e mezzo di indagini sui soccorsi tardivi al caicco Summer Love, i pm hanno notificato un avviso di conclusione indagini a sei indagati, quattro militari della Guardia di Finanza e due della Guardia costiera.
Il capro espiatorio
Il 7 febbraio di quest'anno, il ventinovenne turco Gun Ufuk è stato condannato dal tribunale di Crotone per la strage di Cutro, in cui persero la vita 98 persone, di cui 35 bambini. Ufuk, in quanto scafista della Summer Love, è stato condannato a vent'anni di reclusione e a una multa di 3 milioni di euro. Questa condanna è stata vista come un capro espiatorio di questa ultima strage di migranti, perfettamente coerente con l'indirizzo politico di questo governo e di altri che l'hanno preceduto che hanno sempre dato la colpa agli scafisti.




